fbpx
CronacheNewsNews in evidenza

I mezzi alternativi per arrivare a Palermo, tra studi di fattibilità e abbassamento dei prezzi

Il crollo del pilone sulla A19 ha letteralmente diviso in due la Sicilia, già provata dalle sue infrastrutture non esattamente nuovissime. Avendo un po’ di tempo a disposizione ed un buon navigatore aggiornato, il pendolare o turista che sia può avventurarsi con la sua auto   tra le strade statali alla volta di Palermo.

Che non pensi, però, di aggirare l’ostacolo percorrendo la Agrigento -Palermo perché troverebbe a sbarrare la strada i lavori di ripristino dopo il cedimento di dicembre.

Si trovino quindi dei mezzi alternativi. La compagnia Ryanair sembra essersi dichiarata disponibile ad istituire un volo tra le due città, così come chiesto dal sindaco Enzo Bianco, a low cost. Si è anche avuto un incontro a Roma tra i vertici della compagnia aerea e della Gesap, la società di gestione dell’aeroporto palermitano per programmare uno  “studio di fattibilità”. “Nel caso Ryanair dovesse accettare -spiegano dalla Gesap- utilizzerebbe degli aerei 737”. Il prossimo 29 aprile ci sarà un nuovo incontro, questa volta a Palermo, tra i vertici Ryanair e il sindaco del capoluogo siciliano Leoluca Orlando.

Se anche i biglietti costassero 15 euro, fare andata e ritorno con l’aereo non risulterebbe esattamente conveniente. Bisogna considerare anche che la corsa da Punta Raisi al centro cittadino costa 6,30 e dura circa mezz’ora. A queste si devono aggiungere le ore antecedenti al check-in e all’imbarco per un totale (sola andata)di circa 3 ore. Senza contare le interminabili file che si verrebbero a creare al metal detector.

Si opti quindi per la linea ferroviaria. I più fortunati (se così si può dire) al momento possono acquistare il proprio biglietto online a 12 euro, per arrivare alle 14,30, dopo 4 ore di viaggio e ben 2 cambi. Attenzione, quindi, a non prendere impegni la mattina presto. Però,  a partire dal prossimo 3 maggio, Trenitalia ha annunciato un treno ogni due ore con fermate a Termini Imerese, Caltanissetta Xirbi ed Enna, che dovrebbe arrivare in meno di 3 ore. C’era dunque bisogno di un crollo per intensificare le tratte?

Cosa resta quindi? Aspettiamo anche la proposta delle compagnie navali per  circumnavigare la Sicilia da punta a punta, così come prospettato per le merci.

Mostra di più

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close

Adblock Detected

Please consider supporting us by disabling your ad blocker