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I “Giuristi per la vita” anche a Palermo, il Presidente Amato: “Sono omofobo, i gay stanno distruggendo l’unica famiglia ammissibile”

Mentre l’Unione Europea ha approvato da poco un rapporto sull’uguaglianza di genere in Europa, in Italia, l’avvocato Giovanni Amato, il quale si è dichiarato esplicitamente un “omofobo”, gira le città dello Stivale denunciando le “lobby gay e la manipolazione intellettuale che sta distruggendo l’unica famiglia che ritiene ammissibile: quella formata da un uomo ed una donna”.

Il 5 giugno, giorno in cui nel capoluogo siciliano partivano le iniziative per la parata del gay Pride (27 giugno), il presidente dei Giuristi per la vita ha tenuto il suo intervento nel retro della chiesa di San Giovanni Apostolo davanti ad un pubblico di circa 500 persone.

Ma chi sono questi Giuristi per la vita? Sono un gruppo di avvocati, giuristi e filosofi del diritto che si battono per “la struttura naturale della famiglia, intesa come unione tra un uomo e una donna fondata sul matrimonio, il diritto dei genitori ad educare i propri figli e la libertà di professare pubblicamente la propria fede religiosa”.

Una delle loro battaglie è di fermare la legge contro l’omofobia in Italia.

Amato paragona gli interventi di sensibilizzazione operati dal governo Renzi a favore dei diritti gay, come le propagande della Germania di Goebbels, affermando che “chi non si oppone oggi a questa follia verrà giudicato dal Signore a tempo debito”. Davanti al pubblico palermitano l’avvocato di Varese racconta che “i ricchi uomini omosessuali e i loro capricci di paternità contro-natura siano la causa della morte delle adolescenti indiane che vendono il proprio utero, costrette dalla fame e dalla miseria”. Poi fa un paragone tra il Ministero della Pubblica Istruzione e il regime nazista. “L’istruzione pubblica in mano al potere può diventare letale poiché fa propaganda, il ministro Goebbels in Germania godette di questo principio che noi dobbiamo combattere oggi. Tentare di estromettere i genitori per manipolare i giovani – continua l’avvocato – solletica tutte le dittature. Se il governo crede che l’omofobia nasce dal grado di religiosità, cioè afferma che credere ciecamente nei precetti religiosi è omofobia e condanna chi sostiene che l’unica attività sessuale lecita sia per la procreazione, io allora sono dichiaratamente e orgogliosamente omofobo”. Affermava con convinzione durante il suo intervento a Palermo tra gli applausi del pubblico, l’avvocato Amato.

Tra gli spettatori però, ad ascoltare le sue parole, erano presenti anche chi non sosteneva la sua tesi.

“Il movimento lgbt  è arrivato a celebrare il pride, con molta delusione e molta rabbia”. Racconta all’Urlo, Daniela Tomasino, attivista per i diritti umani.”Non solo registriamo un arretramento dei diritti delle persone lgbt, ma è il quadro generale in Italia che è desolante: l’attacco alla scuola pubblica, la precarizzazione, la distruzione del welfare, la colpevolizzazione e lo sfruttamento criminale dei profughi, la violenza nei confronti delle donne: sono tutto sintomi di una situazione che sta degenerando. Dall’altro lato un fronte omofobo, composto dalla destra estrema e da fanatici religiosi, grazie alla connivenza della politica si è rafforzato, mobilitando ingenui e sprovveduti grazie all’invenzione di un inesistente complotto che sarebbe teso a far diventare tutti omosessuali”.

Eugenia Nicolosi, giornalista vicina agli ambienti Lgbt di Palermo, è convinta che “L’avvocato fa leva sulla paura, adoperando senza ritegno termini come pedofilia e pornografia, associandoli all’omosessualità e alla buona pratica di sensibilizzazione delle differenze di genere e dell’identità dei bambini. Inaudito ascoltare le sue parole che istigano all’omofobia con ferocia”.

Della stessa linea di pensiero Vladimir Luxuria. “Questi Giuristi per la vita non sono altro che dei reazionari”. Afferma all’Urlo l’ex politica italiana. “La religione non è incompatibile con i diritti civili. Noi siamo dalla parte giusta. Lo dimostra il referendum per l’approvazione dei matrimoni gay in Irlanda. Ad andare a votare di certo non sono stati solo i buddisti”.

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