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I “giovani del triangolo” che vogliono cambiare Acireale

Una palestra, una fumetteria che di sera si trasforma in pub, motorini, lampioni spenti ricoperti da erbacce, scritte sui muri, la musica che esce dagli smartphone, un tabaccaio, il fumo di sigarette accese, skateboard, un campetto soffocato dalle fronde degli alberi, abbandonato, una fontana di pietra all’asciutto da chissà quanto tempo, un pallone, voci e risate lontane…  questa la cornice di un quadro bellissimo, dipinto nel cuore di Acireale: piazza S.Chiara; per tutti “il triangolo”, da sempre considerata punto di ritrovo per i giovani della città, è stata ultimamente al centro di alcune critiche.

A far sollevare la polemica sembrano essere state le lamentele di alcuni residenti per la presenza di numerosi motocicli all’interno delle aree pedonali; l’amministrazione comunale è recentemente intervenuta facendo collocare alcuni paletti metallici.

Dove ci sono ragazzi in fondo, si sa, c’è anche la goliardia della gioventù, “a carusanza”: le impennate con il cinquantino, lo spinello diviso con gli amici, gli schiamazzi notturni.

Noi abbiamo incontrato Luigi, Antonio e Lucio; tre dei tanti ragazzi che in questo posto sono cresciuti e che per anni, dopo la scuola, sono venuti a ritrovarsi qui.

Chi sono questi giovani che amano piazza S.Chiara e vogliono cambiare Acireale?

«Siamo un gruppo, attivo da circa otto mesi, per la maggior parte studenti universitari. Abbiamo a disposizione la sede di una segreteria politica, ma quello che facciamo, sostanzialmente volontariato, non ha niente a che vedere con un determinato partito o una determinata ideologia, anche perché ognuno all’interno del nostro gruppo ha le sue idee politiche. L’idea comune è quella di essere sentinelle del territorio che ci sta a cuore, non essere come chi si lamenta e non agisce. Chi governa non è impeccabile e non può vedere tutto, noi ci sentiamo in dovere di essere cittadini attivi e propositivi»

Nel concreto, cosa avete fatto?

«Quest’estate con l’aiuto di Francesca Messina, consigliere comunale, abbiamo dedicato un’intera giornata alla riqualificazione della “nostra” piazzetta, giornata durante la quale sono state sostituite molte lampade fulminate, sono state pulite le aiuole e rimossi molti rifiuti ingombranti; abbiamo costruito delle pattumiere in legno per la raccolta dei rifiuti che purtroppo poi sono andate distrutte dalle mani di qualche incivile. Non abbiamo fatto niente di eccezionale, semplicemente abbiamo dato il nostro contributo alla città»

Ci sediamo al tavolino di un chiosco, sono circa le 20:00, in poco tempo la piazzetta si riempie di giovani, è davvero un grande punto di ritrovo, oltretutto collocato tra l’area com e il palazzetto dello sport di corso Italia, insomma un posto con un altissimo potenziale.

Cosa avete in programma di fare? 

«A settembre siamo venuti a conoscenza della possibilità di presentare un progetto al comune nell’ambito del “bilancio partecipato” e chiaramente ci siamo attivati; abbiamo avuto un colloquio con l’amministrazione durante il quale abbiamo presentato la nostra idea che prevede la collocazione di alcuni sedili (una volta esistenti ma distrutti), di alcune pattumiere per la raccolta differenziata e l’installazione di un sistema di videosorveglianza. Sappiamo che non tutti i ragazzi che frequentano questo posto la pensano come noi, non mancano gli incivili, i bulletti o i piccoli spacciatori, ma vorremmo che la zona diventasse inospitale per loro. I limiti fisici, purtroppo tra le zone pubbliche e quelle private non sono chiari» mi spiegano «per accedere al pub è necessario entrare dal cancello di un complesso residenziale».

Salutandomi, mi dicono: «ci rifacciamo ad una frase di J.F.Kennedy, non chiedendoci cosa il nostro paese possa fare per noi, ma cosa possiamo fare noi per il nostro paese, siamo consapevoli di vivere in un momento storico molto difficile, molti dei nostri più cari amici sono partiti per andare a studiare o a lavorare fuori, noi abbiamo la testa dura e vogliamo resistere cercando di migliorare qualcosa qui».

Me ne vado riflettendo su quanto sia emblematico questo posto, tanti giovani pieni di voglia di fare circondati da incuria e spazzatura. 

Chissà se i potenti di questa città hanno avuto nella loro gioventù un posto come il “triangolo”?

Chissà come sarebbe bella Acireale governata da uomini con la stessa passione di questi ragazzi!?

 

La fontana vuota al centro di piazza S.Chiara
La fontana vuota al centro di piazza S.Chiara
giov
i giovani del triangolo durante la loro attività di pulizia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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