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I giochi di potere di Sant’Agata

Chi sarà il prossimo capo vara e chi presidente del comitato per i festeggiamenti?

Logiche politiche e nomine di Potere per la festa di Sant’Agata

All’interno di uno scorso articolo abbiamo ripercorso gli ultimi 20 anni che finalmente gettano un fondo di luce sulla conduzione della festa. Un evento grandioso che si impone nel mondo quale terza celebrazione per partecipazione popolare. In Sicilia, ricoprire un ruolo decisionale o mettersi solo in vista accanto alla Santa diventa cruciale quale espressione di potere o di pubblica suggestione.

Due inchieste, dalla morte del devoto Roberto Calì nel 2004, mettono in risalto, da una parte, la partecipazione della mafia e, dall’altra, la completa mancanza di controllo sugli aspetti gestionali della festa. Subito dopo la condanna di Alfio Rao viene nominato capovara Claudio Baturi. Quest’ultimo in collaborazione con il parroco della Cattedrale stila un regolamento. Qualcosa cambia nella gestione.

Entra però pesantemente in gioco anche il comune di Catania. Viene costituito un comitato per i festeggiamenti che sulla conduzione della festa ha peso. Infatti, morto Roberto Calì la famiglia ottiene un importante risarcimento dei danni ed anche se in minima parte il comune partecipa e allora pretende di dire la sua. A sorpresa, a scadenza del suo mandato Baturi viene destituito dal ruolo. Pare che l’allora sindaco Enzo Bianco non abbia digerito il diniego di Baturi che impedisce alla corte di 10 persone che lo accompagna di entrare dentro il sacello nel giorno della processione.

In più, il capo del fercolo dopo anni di rapporti amicali con Padre Barbaro Scionti perde la sua protezione.

Capovara è Consoli proprietario di un centro scommesse

A gennaio 2015 è nominato capovara un altro Claudio, si tratta di Claudio Consoli. Il nuovo maestro del fercolo – questa la nomenclatura – da anni anche lui sta sotto la vara di Sant’Agata. È già tra i responsabili di Claudio Baturi, assegnato al baiardo di dietro, ma nessuno si aspetta la sua nomina. In verità Consoli ha un profilo più basso dei suoi predecessori ma anche in questo caso riceve il pieno appoggio della chiesa rappresentata da Monsignor Scionti. La Curia nel presentare al pubblico il nuovo maestro del fercolo dirà genericamente “È a capo di una srl” è sì una società a responsabilità limitata ma nello specifico trattasi di un centro scommesse, una piccola attività in via Filocomo. Consoli nel passato è stato anche titolare, per breve tempo, di un bar in piazza Abramo Licoln.

Il suocero di Consoli è lo stampatore ufficiale della Cattedrale

Con Barbaro Scionti i rapporti sono idilliaci, è Sergio il fratello del capovara a scortare il parroco della cattedrale agli eventi agatini. I rapporti sono tanto buoni che viene scelta la tipografia del suocero di Claudio Consoli per tutto quanto serve stampare alla Cattedrale di Catania. E non è cosa da poco. Basti considerare  solo il copioso materiale che viene stampato in occasione della festa: immagini sacre, manifesti, depliant e quant’altro.

I bene informati sostengono anche che le forniture di carta e penne in Cattedrale provengano sempre da Sergio Consoli, fratello di Claudio.

Insomma il maestro del fercolo si accompagna a braccetto con il delegato arcivescovile, tesoriere delle festività agatine e assistente ecclesiastico del circolo Sant’Agata Barbaro Scionti. Così non è difficile immaginare che alla sua scadenza la Curia voglia riconfermare Consoli.

Nel 2019 scadranno Marano e Consoli

Ufficialmente scadranno ad ottobre del 2019 i due mandati del maestro del fercolo e del presidente del comitato per i festeggiamenti agatini. Già da prima delle elezioni si parla però di una corsa alle nomine. Appena eletto il nuovo sindaco Salvo Pogliese si guarda subito alla posizione di Francesco Marano a capo del comitato organizzatore della festa. Marano, è noto, è espressione di Enzo Bianco quale suo strettissimo collaboratore e al tempo in cui questo è primo cittadino è anche consulente per gli affari istituzionali. Ma soprattutto Francesco Marano è vicepresidente regionale del Pd. Nel 2015, con la sua nomina, si sancisce a forza anche l’ingresso della politica nella festività agatina. Questa opportunità viene ampiamente criticata da ambienti trasversali. Sarà così che forse per dimostrare il suo ruolo apolitico Francesco Marano, eletto il nuovo sindaco, non rassegna le dimissioni che invece sono attese dai più.

La corsa alle nuove nomine

È chiaro che ad oggi il ruolo di Francesco Marano è stretto e che una volta scaduto naturalmente, a meno di grossissime sorprese, non sarà riconfermato.

La chiesa invece si giocherà il tutto per tutto per l’attuale maestro del fercolo Consoli. Lo stesso Baturi avrebbe aspirato nuovamente ad avere un ruolo focale nella festa. Non come capo vara, in forza di una consuetudine che non permette una volta destituito il ritorno al comando del fercolo, ma in qualità di presidente del comitato.

Baturi  però è come fumo negli occhi per la Curia e soprattutto per Barbaro Scionti. Le ultime notizie di cronaca poi “bruciano” per l’opinione pubblica la figura del vecchio maestro. Eppure se è vero che al tempo in cui Baturi guida la vara i soliti noti della malavita si accompagnano alla Santa lo stesso può dirsi per Claudio Consoli.

I soliti noti presenti anche con Consoli, sotto gli occhi da sempre di Barbaro Scionti

Davanti a Barbaro Scionti e a Claudio Consoli ritorna l’irriducibile della festa Antonello La Rosa la cui presenza viene contestata perchè arrestato e condannato per usura.

Antonello La Rosa sotto la vara davanti a Barbaro Scionti e a Claudio Consoli

 

Ancora, sempre a febbraio del 2018, si contesta il ritorno di Pietro Diolosà, ex presidente del circolo di Sant’Agata finito imputato, e poi assolto in appello, nel processo per le presunte infiltrazioni di Cosa nostra nei festeggiamenti. La sua presenza tra i portatori, durante la giornata del 4 febbraio, ha creato diversi interrogativi tra gli organizzatori della festa. A febbraio è proprio evidente che Consoli scelga Pietro Diolosà nel momento in cui il busto reliquiario debba essere trasportato fuori dal sacello.

Pietro Diolosà, il primo a sinistra della foto, a febbraio viene scelto dallo stesso consoli per reggere ll busto di Sant’Agata all’uscita dal sacello.

 

Sarà la politica a scegliere trovando un compromesso con la curia

Le posizioni apicali della festa di Sant’Agata saranno individuate dalla Chiesa in accordo con la politica. Il sindaco di Catania esprimerà le sue preferenze. Proprio come se si trattasse di una società partecipata del comune potrebbero essere le varie fazioni politiche ad avere un peso sulla scelte che verranno operate. Tra gli altri Raffaele Lombardo potrebbe essere determinante ancora una volta.

Mentre la chiesa dovrebbe arroccarsi sul nome di Consoli come capo vara, la scelta del presidente dovrebbe essere espressione dell’amministrazione comunale.

Ed ecco come la festa di Sant’Agat diventa un compresso tra forze politiche e forze di potere anche poco definibili.

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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