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I Comuni chiedono la Tari agli imprenditori, ma intanto il Bonus Sicilia ritarda

Prima il flop del click-day. Poi la riduzione del contributo. Il Bonus Sicilia viene ricalcolato e dagli iniziati 35mila euro erogati ad ogni microimpresa chiusa nel marzo e aprile scorso a causa delle disposizioni governative, si passa a 2.150 euro per imprenditore.

Si è completato con estremo ritardo il conteggio dei richiedenti, per un totale di 58mila domande per il Bonus Sicilia. Una cifra imponente che dovrà essere analizzata ulteriormente, per saggiare i requisiti di ognuno degli imprenditori. Terminato l’elenco e reso noto, non sarà finita qui ma si parla di una trafila burocratica che porterà l’erogazione dei fondi per fine novembre.

Ma un altro peso è pronto ad addossarsi sugli imprenditori: il pagamento della Tari. Quest’ultimo, però accompagnato come nel caso di Palermo, da una promessa di rimborso.

Meno di un mese fa, l’accordo pattuito con la Regione prevedeva una riduzione del 60 per cento della Tari per le attività commerciali  nel periodo che va dal primo marzo al 31 dicembre del 2020. Intesa ormai saltata anche a Catania che si allinea alla decisione del capoluogo: «La riduzione del 60 per cento della Tari – dichiara al quotidiano La Repubblica  il vice sindaco Roberto Bonaccorsi – era soggetta a condizione. Significa che se la Regione non sblocca i fondi non è più valida».

E.G.

 

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Redazione

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