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I Comitati No Discarica contro Crocetta: “Sua la responsabilità”

Catania – «Sono passati 18 mesi. Il governatore Crocetta non può sostenere che quella attuale è una situazione d’emergenza, né che lo stato delle cose non è responsabilità del governo da lui guidato». I comitati No Discarica di Motta Sant’Anastasia e Misterbianco rispondono così all’indomani dell’invio da parte del presidente della Regione Rosario Crocetta di una nota – indirizzata al ministero dell’Ambiente e all’autorità Anticorruzione – nella quale si chiedono poteri speciali per affrontare la questione rifiuti. Una richiesta in precedenza approvata dalla giunta regionale.

«Crocetta ha chiesto al ministero di dichiarare lo stato di emergenza per sei-dodici mesi e ha negato qualsiasi responsabilità per la situazione attuale – attaccano i cittadini – Ma è sotto gli occhi di tutti come tale richiesta servirà soltanto a prolungare la fase di incontestabile e colpevole stallo in cui ci troviamo ormai da anni e a mantenere in attività una discarica sulla quale pendono i sospetti della magistratura e che gli stessi tecnici regionali hanno stabilito, quasi tre anni fa, che deve chiudere». Nella richiesta inviata a Roma il governatore spiega come a partire dal prossimo 1 giugno non sarà possibile utilizzare il sistema delle proroghe. «Una metodologia che non è stata usata per riorganizzare il sistema dei rifiuti, ma è diventata a tutti gli effetti una prassi», sottolineano i comitati civici.

L’improvviso cambio di direzione imposto da Rosario Crocetta potrebbe essere legato alla querela presentata negli scorsi mesi dai comitati, affiancati dall’associazione Zero Waste Sicilia, sulla vicenda che riguarda l’impianto della Oikos spa in contrada Valanghe d’inverno, nel territorio di Motta e a ridosso del Comune di Misterbianco. La struttura è stata commissariata dopo l’avvio dell’inchiesta “Terra mia” della procura di Palermo e avrebbe dovuto cessare ogni operazione – esclusa quella di bonifica – già dal luglio 2014, ma è stata mantenuta in attività proprio grazie allo stato di emergenza invocato dalla Regione. Nella nuova denuncia – il reato previsto è quello di abuso d’ufficio – gli attivisti hanno puntato il dito contro la pratica delle proroghe, disposte a intervalli regolari dal luglio 2014, l’ultima delle quali scadrà questo mese.

I comitati chiedono infine l’intervento dell’assessore al Turismo Anthony Barbagallo, che due anni fa – quando non faceva ancora parte della squadra di governo – firmò una mozione poi approvata che aveva come oggetto proprio la chiusura dell’impianto di contrada Valanghe d’inverno.

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Redazione

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