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I colori delle pareti nell’architettura d’interni

Come sceglierli tra percezioni, tendenze e psicologia

Nell’architettura d’interni desta particolare interesse la scelta del colore delle pareti, un argomento che abbraccia molte teorie.

Prima di scegliere il colore delle pareti è opportuno considerare gli spazi degli ambienti a disposizione; a tal proposito ci sono delle regole basilari da seguire.

“Il nero snellisce”… è vero.

I colori assorbono la luce in maniera diversa l’uno dall’altro. Gli esempi classici sono dati dal nero e dal bianco, il primo tende ad assorbire la luce, non la riflette e quindi farà apparire la nostra camera più piccola. Il secondo invece, darà la percezione opposta, di un ambiente dilatato grazie alla sua capacità di riflettere i raggi luminosi.

Questi principi si adattano bene anche alle pitture parziali: travi, pilastri, singola parete o soffitto.

La percezione visiva qui gioca un ruolo importante, infatti con il colore possiamo modificare i nostri ambienti un po’ come vogliamo. Pitturando le pareti di un colore scuro (grigio, sabbia, nero o comunque neutro) e lasciando il soffitto bianco “allungheremo” la stanza, per ottenere l’effetto contrario basterà dipingere le pareti ed il soffitto di bianco e dare un colore scuro alla parete che vogliamo “avvicinare”. Possiamo sfruttare questi accorgimenti anche per “abbassare” il soffitto.

    

I colori neutri ci danno un grande aiuto oltre ad essere di tendenza, ma gli altri? 

Oltre ai colori neutri che si abbinano con qualsiasi arredo, infisso o pavimento; ci sono i colori accesi, che con le loro tonalità occupano un posto di rilievo nell’architettura contemporanea. Vanno abbinati sapientemente con i colori degli infissi e con il pavimento oltre che con il mobilio. La situazione ideale per dare sfogo alla fantasia ed utilizzare toni accesi è quella di avere infissi e pavimenti chiari, con mobili laccati.

Giallo, rosso e arancio: energia al potere!

Le tonalità calde spiccano su tutte le altre, trasmettono indubbiamente molta energia e rendono gli ambienti oltre che caldi, stimolanti, secondo la cromoterapia. Sono consigliati in spazi come studi professionali ed uffici o comunque in ambienti lavorativi.

Il blu: freddo che sa essere “caldo”.

Il blu in opposizione ai colori caldi, risulta essere più freddo, riporta la memoria visiva al ghiaccio ed al mare oltre che alla notte. Indicato nelle località marine, specie se abbinato ad infissi ed arredi bianchi, riesce a smorzare la sua freddezza. In maniera analoga diventa più accogliente ed elegante in abitazioni di città ed appartamenti se accompagnato ad un parquet o laminato di essenze scure o rossicce.

Gli ostici colori secondari e complementari.

I colori secondari dati dalla mescolanza tra colori primari, sono gli esatti opposti delle tonalità calde, ovvero i complementari di rosso, giallo ed arancione. Tra questi (oltre al blu) ci sono: il verde ed il viola nelle loro sfumature più o meno scure, sono colori abbastanza ostici da usare in architettura d’interni, e pertanto il loro utilizzo dovrebbe limitarsi alla colorazione della singola parete, per non risultare pesanti o accecanti visivamente.

 

 

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Andrea Blasco

Andrea Blasco, laureato in Scienze dell'Architettura e dell'Ingegneria Edile, nel 2013 si abilita alla professione di architetto superando l'esame di stato al primo appello utile dopo la laurea. Dopo molteplici esperienze in studi di progettazione nelle quali ha ricoperto principalmente la figura di disegnatore 2D e 3D, decide, grazie alla sua passione per il design, l'informatica e la grafica, di approfondire ulteriormente gli studi nel settore della modellazione e del rendering; frequentando un corso specifico sull'uso di diversi software dedicati. Dal 2017 vive a Catania, lavorando principalmente come collaboratore presso studi professionali di progettazione e come architetto d’interni in proprio.

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