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I bamboccioni Catanesi alle Piramidi

Dai 35 ai 55 anni a Catania sono i bamboccioni catanesi, rincorrono la bella vita con i soldi di mamma e papà. Perchè ce ne vogliono tanti per divertirsi. La sera sono al Banacherino o ai Mercati Generali, per il fine settimana in barca alle isole Eolie e, se va buca, alle Piramidi o all’Afrobar. Non possono fare a meno di un aperitivo.

Sembrano autonomi e indipendenti  ma non lo sono: mammina e papino 80 enni sborsano ancora il soldo per sostenerli.

La loro posizione preferita è il bivacco nei cuscinoni, stanno in cerchio tra loro con in bella mostra i bicipiti e le pance scolpite alla Virgin, alla Fitness o alla Kinesis (tre sono le palestre che contano). Da qualche parte sbuca fuori un tatuaggetto ammiccante. Parlano tra di loro con i cellulari in mano, scorrendo noiosamente gli eventi in programma su fb, li senti discutere delle loro priorità: “ma tu ci vai al Banacherino? Bella la serata organizzata ieri.” ed anche della fame nel mondo “ma tu te le sei già fatta quella? Ah sì? Ah ma allora ora con chi è passata?” fine della discussione.

Le ragazze, cioè voglio dire negli anni ’60 sarebbero state già nonne, si reggono in piedi per fortuna. In spiaggia stanno due ore per spalmarsi una crema poi si dedicano al selfie che le ritrarrà su facebook rigorosamente in costume da bagno con il sedere di fuori (la cellulite magicamente scompare) e il seno strizzato, poco importa se sono delle professioniste (perchè di solito le femminuccie guadagnano più soldi dei maschietti) l’importante è apparire Sex. Hanno lo sguardo affamato, sono in cerca dell’anima gemella (sì come negli anni ’60) e nel frattempo tra le loro gambe si fa più confusione che al traforo del Frejus.

Qualcuno riesce persino a riprodursi tanto, dopo un rapporto andato a male, alla prole ci pensa la nonna. Girano in gruppo ed insieme fanno più rumore di una banda di paese perchè i telefonini notificano continui beep da whatsapp, non si telefonano ma come gli adolescenti si scrivono messaggini stringati pieni di faccine e se hanno delle liaison occulte usano telegram che ha l’autodistruzione preprogrammata.

Vivono come bambini e nel frattempo il corpo invecchia: la pelle abbronzata si increspa mentre programmano un viaggio in Brasile per comprare le havaianas.

Quasi 50 anni e non hanno concluso un cazzo, forse, nessuno di noi conclude un cazzo.

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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