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I AM BEAUTIFUL, la bellezza della danza contemporanea al Bellini

Il pubblico abituato a frequentare il Teatro Massimo Bellini, il quale a dire il vero non è nuovo ad assistere a spettacoli più contemporanei, si sarà di cerco chiesto cosa avrebbe pensato un qualsiasi spettatore di un secolo e mezzo fa ad assistere alla messa in scena di I AM BEAUTIFUL della Compagnia Zappalà Danza con musiche eseguite magistralmente dal vivo dai Lautari.

Se è vero che l’arte è cultura e la cultura deve proporre nuovi linguaggi e non esserne al servizio, e che essa ha il dovere di rompere gli schemi proponendosi sempre nuova e rinnovata, allora il teatro simbolo della musica catanese ha assolto il suo compito di essere foriero di quella buona, sana cultura di cui tanto si sente la mancanza e la compagnia di danza diretta dal sempre eccellente Roberto Zappalà ha saputo irrompere prepotentemente ma con l’eleganza delle coreografie essendone il perfetto strumento.I am beutiful 3

La storia d’amore dell’umanità intera si è svelata tra le assi del palco attraverso un sapiente gioco di luci che ne mettesse in risalto i corpi più di una volta unificati nei movimenti e nei gesti. Talvolta come una macchina ben ingranata in cui ogni singolo movimento, perfettamente studiato ed eseguito, riverbera la coreografia tante volte quanti sono i ballerini e le ballerine; in altri momenti la composizione quasi fluida dei corpi scivolava da un interprete all’altro senza soluzione di continuità creando così un effetto di perfezione assoluta.

Tra i movimenti è stato facile distinguere riferimenti a note composizioni della storia dell’arte così come sembrava veder vivere sotto i propri occhi antiche pitture cretesi, fornendo una risposta esauriente e completamente appagante a chi si chieda quale mai sarebbe l’effetto reale dei dipinti tombali etruschi se questi cominciassero a muoversi o quale movimento stessero compiendo quelle belle figure elleniche immobilizzate nel marmo.

I am beutiful 1Impossibile non notare la tecnica nell’esecuzione, praticamente perfetta così come ineccepibile l’intensità emotiva che ne scaturisce. Anche Roberto Zappalà, ormai da anni rappresenta una garanzia per lo spettatore, questo si lascia sorprendere facilmente dallo stupore ad ogni spettacolo proposto.

Pochi ormai ricordano che il Teatro Massimo Bellini rimane ancora il teatro con la migliore acustica d’Europa per via della sua particolare struttura architettonica studiata nei dettagli dal palco alla platea fino all’ultimo ordine del loggione, questo fa si che anche lo spettatore in fondo alla sala riesca a sentire distintamente ogni piccolo sospiro proveniente dalla scena; sarà stata questa dimenticanza tecnica che avrà portato la parte tecnica a sottovalutare la portata dell’impianto acustico artificiale che, seppur necessario, non di rado provocava inquietanti tremori alle poltrone e ai timpani dell’uditorio. Purnondimeno la musica e le voci dei Lautari non hanno fatto di certo da contorno anzi ne sono stati i protagonisti senza mai prevaricare: perfetto esempio di musica al servizio della scena ma che riesce a non esserne soffocata o dimenticata.

Non è stato difficile che lo spettatore si fermasse a pensare, come Faust, “…sei bello” e che qualcosa dalla scena rispondesse I AM BEAUTIFUL!

 

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Alfredo Polizzano

Siciliano di nascita in un tempo indefinito, libraio eclettico ha fatto della curiosità la sua ragione di vita e della bellezza la sua guida. Due grandi passioni professionali, i libri e il teatro, in cui la vita è l'eterno presente di un tempo che non è mai stato ma che sarà per sempre.

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