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I 6 enni grandi vittime della didattica a distanza

Mai avremmo potuto immaginare di vivere questo 2020 in piena pandemia! Tutto ciò ci ha portati a doverci reinventare nel mondo del lavoro, primo tra tutti la scuola. È stata attuata così la “famosa” didattica a distanza che ha messo a dura prova insegnanti, studenti e genitori.

Gli insegnanti perché hanno dovuto rimodulare il loro programma scolastico cimentandosi con l’uso della tecnologia, non per tutti facile da usare! I genitori perché si sono dovuti improvvisare insegnanti privati per i propri figli, mentre per gli studenti lo studio è diventato più difficile di prima.

Basti pensare ai bambini del primo anno della scuola primaria che stavano iniziando ad imparare a leggere, a scrivere, a far di conto, che si erano appena inseriti nel gruppo classe e avevano instaurato le prime amicizie.

Ricordiamoci che la persona non è altro che un essere sociale, in quanto si definisce attraverso l’interazione con gli altri. Infatti, sin dalla nascita l’individuo ha bisogno di instaurare relazioni affettive che lo facciano sentire legato in modo stabile a persone, luoghi e cose. La prima fonte di socializzazione è la famiglia e successivamente la scuola, dove il bambino oltre ad imparare a socializzare con individui al di fuori del nucleo familiare, impara a confrontarsi, a cooperare e a condividere.

Tutto questo è stato interrotto e nonostante i docenti si siano impegnati a portare avanti il programma (aggiungerei dire con molta difficoltà), a farsi sentire presenti e a far incontrare i compagni, nessun PC ha potuto sostituire quel contatto fisico, quell’ abbraccio in un momento di sconforto, quella relazione di sguardi che si innesca all’interno della classe. I bambini si sono ritrovati disorientati, affaticati, svogliati e passivi.

Inoltre, questa situazione non ha fatto altro che aumentare le distanze nei percorsi di apprendimento, in quanto gli alunni che avevano già mostrato difficoltà all’inizio dell’anno scolastico, hanno continuato ad averle, addirittura per molti sono anche aumentate.

È vero anche che alcuni insegnanti hanno fatto di tutto per farsi che ciò non accadesse, però questa modalità di insegnamento online non ha per niente giovato.

La causa principale? Il dover stare al PC e prestare attenzione per più di 45 minuti! Pensate che i bambini non possiedono alti livelli di attenzione e concentrazione fin da subito, questa abilità aumenta con l’aumentare dell’ età.

Si stima che i bambini di 6 anni abbiano un livello di attenzione e concentrazione che va dai 12 minuti ai 30 minuti, mentre i bambini di 7 anni dai 14 ai 35 minuti. Ciò che fa la differenza è il coinvolgimento emotivo, la compartecipazione degli insegnanti, la tipologia dell’esercizio o dell’attività proposta che vanno ad influenzare le capacità di attenzione e di concentrazione del bambino e pertanto la durata di esse.

Vi sono state anche altre circostanze che non hanno permesso ad alcuni studenti di poter seguire le video lezioni, come ad esempio una connessione non adeguata oppure la mancanza dei genitori perché impegnati a lavorare e quindi non sempre disponibili per far connettere il figlio o la figlia alla piattaforma dell’istituto scolastico.

Ora mai la scuola è finita, si prospetta un rientro a settembre con le dovute precauzioni ma questa emergenza da covid-19 ha comunque rallentato la preparazione didattica di questi bambini.

Per tale motivo, insieme ad alcune colleghe, abbiamo deciso di proporre dei laboratori -nel mese di giugno a Catania, nel mese di Luglio a Palagonia- sul potenziamento delle abilità scolastiche e sull’acquisizione dei prerequisiti necessari per la scuola primaria rivolti ai bambini dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia. I laboratori saranno svolti attraverso attività ludiche strutturate, con lo scopo di aiutare i bambini ad affrontare il nuovo anno scolastico con sicurezza ed autostima, lavorando su lettura, meta-fonologia, scrittura, abilità visuo-spaziali, abilità grafo-motorie e attenzione.

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Caterina Consuelo D'Antoni

Nata a Catania il 08/12/1991, diplomata al liceo socio psico-pedagogico di Palagonia. Ha conseguito la laurea triennale in scienze e tecniche psicologiche presso l'Università di Catania nel 2014 per poi continuare con la magistrale di Psicologia e conseguire l'altra laurea nel 2017. Da sempre interessata al mondo dell'infanzia tanto da decidere di frequentare un master di II livello sulla psicologia dell'infanzia con Performat. Allo stesso tempo cresceva l'interesse per i Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) che la portarono a scegliere la giusta struttura per svolgere il tirocinio post-lauream, dove svolse, insieme alla tutor, un progetto di screening e prevenzione delle difficoltà di apprendimento nella scuola dell'infanzia.

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