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“Ho denunciato io Salvo Campo, Presidente antiestorsione in Sicilia”, parola di Franca Decandia

L'intervista.

L’outing del Presidente onorario di Anvu Franca Decandia è pubblicato sul suo profilo facebook. In quanto persona informata sui fatti, ha tutelato le vittime che si sono rivolte a lei quando Salvo Campo, presidente dell’associazione antiestorsione, avrebbe chiesto loro una percentuale sul fondo del Comitato di Solidarietà del Ministero dell’Interno.

Quando ha conosciuto Salvo Campo?

“Era il 1996. Eravamo alla mensa del Vaticano, a pranzo, dopo un convegno della FAI una volta fatta la Legge Antiusura. C’erano lui e la moglie. Mi disse che avevano un negozio di abiti da sposa e corredi. Pensavo che essendo siciliani fossero vittime della mafia più spietata. Rimasi molto sorpresa quando mi dissero e non avevano mai avuto problemi di estorsioni e usura, sicuri del fatto che non li avrebbero mai avuti. Lui non era una vittima, e secondo il mio punto di vista l’associazionismo antiracket vero nasce da chi ha subito”.

Che lei sappia, Campo agiva da solo?

“Sì. Mi è stato detto che incontrava le vittime da solo. Mi risulta però che si avvalesse dei periti che seguivano le pratiche, e tra questi il figlio che veniva pagato dalle vittime”.

Perché il Presidente dell’antiestorsione garantiva alle vittime l’accesso al fondo? Faceva parte del Comitato di Solidarietà?

“Non ne sono certa, ma ricordo che lui ambiva a un posto in quel comitato. Dalle registrazioni consegnate alla magistratura catanese emerge però che lui un collegamento con il ministero lo aveva”.

L’associazione ASIA di Salvo Campo è un caso isolato?

“No, già sei anni fa mi riferivano che lui come i membri di altre associazioni chiedevano una percentuale sui risarcimenti che le vittime riuscivano a ottenere. Tra queste associazioni ci sono alcune legate ai potenti. Queste cose io le ho sempre scritte e denunciate pubblicamente”.

Ci sono vittime che invece non hanno il coraggio di denunciare queste associazioni. Perché?

“Le vittime temono che le loro pratiche risarcitorie possano venire bloccate. Ma è anche chiaro che le vittime che hanno trovato il coraggio di testimoniare debbano essere tutelate in primo luogo dalla stampa”.

Lei invece si è fatta carico delle segnalazioni ricevute e ha denunciato.

“Io non ho bisogno di pubblicità. Provo grande sofferenza per le vittime già martoriate dalla mafia. L’antiracket non può usare gli stessi metodi! Io credo nell’associazionismo antiracket, ma in quello puro, per com’è nato.
Oggi più che mai credo nella magistratura che deve intervenire per fermare questo sciacallaggio. Non si può rubare a persone disperate e già depredate dei loro averi dalla mafia.

E voglio ringraziare vivamente il dott. Fabio Regolo e la Guardia di Finanza di Catania che hanno avuto fiducia in me e in quello che ho loro raccontato”.

 

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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