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HIM di Fanny&Alexander approda al Coppola

17951771_1314654218570189_5933742299640675048_nIl Teatro Coppola, teatro dei cittadini, quest’anno resta fedele ancora di più profondamente alla sua vocazione particolare di innovazione e contemporaneità. Lo ha fatto attraverso la sua esistenza stessa ma soprattutto ospitando all’interno della sua stagione spettacoli controversi, attori dalla forte presenza scenica e di talento. Lo ha fatto il 23 aprile con HIM per Aritmie, variazioni e interferenze del contemporaneo.

HIM, diretto da Luigi De Angelis e scritto da Chiara Lagani, in scena Marco Cavalcoli, è il primo di una serie di opere che il gruppo di teatro di ricerca Fanny&Alexander ha dedicato a Il Mago di Oz.

18056850_1322445494457728_3362097099779690656_nCosì il Teatro Coppola aggiunge alla sua collezione un altro titolo internazionale confermandosi una grande realtà di respiro europeo e che, non si direbbe, si trova proprio nel cuore del centro storico della tanto disprezzata Catania, Sicilia, Italia.

Un “piccolo” dittatore, inginocchio al centro della scena dando vita ad una celebre opera di Cattelan è talmente ossessionato da Il Mago di Oz proiettato per intero alle sue spalle, e delle sue mille sfaccettature che, muovendo una matita grigia come fosse un direttore d’orchestra, ne fa l’intero doppiaggio compresa la colonna sonora con una precisione tale da poterne seguire il labiale.

18119138_1323612701007674_2878572470630358689_nUna incredibile performance ha costretto Marco Cavalcoli a rimanere per tutta la durata del film nella medesima posizione muovendo solo le braccia, dirigendo il film dal quale era, per forza di cose, diretto ma rivolto al pubblico proiettando le immagini della sua ossessione agli spettatori rapiti dai suoi gesti. Pronunciando parole non sue in una schizofrenia di personaggi il pubblico reagiva ai suoi gesti, al tono della sua voce. Forse c’è qualcosa di più profondo che la semplice, difficile, performance; forse è l’espressione stessa di una dittatura basata sull’empatia.

Così come l’opera di Cattelan riesce a suscitare quella inquietante pietà per la grandezza annichilita così Cavalcoli/Hitler è capace di dirigere le reazioni del pubblico con al sua matita/bacchetta.

Come è tipico dei lavori di Fanny&Alexander, HIM va letto a più livelli, così come il Mago di Dorothy è anche imbroglione, scienziato, illusionista, genio, così l’attore, il dittatore, il pubblico stesso non sono altro che le mille sfaccettature di ogni singolo essere umano e il teatro non può essere altro che il luogo di interazione tra questi.

 

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Alfredo Polizzano

Siciliano di nascita in un tempo indefinito, libraio eclettico ha fatto della curiosità la sua ragione di vita e della bellezza la sua guida. Due grandi passioni professionali, i libri e il teatro, in cui la vita è l'eterno presente di un tempo che non è mai stato ma che sarà per sempre.

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