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Cronache

Handicap e studio: peggiorato il servizio di assistenza

Catania – Ancora dubbi sull’erogazione dei servizi essenziali agli studenti delle scuole superiori con handicap grave per consentire loro la frequenza e lautonomia scolastica. A nulla sono valsi gli incontri con lex Provincia Regionale di Catania, così come finora non ha prodotto alcun effetto lincontro tenutosi in Prefettura lo scorso 21 luglio.

Continuano, infatti, le discrepanze tra il Commissario Straordinario della città metropolitana di Catania ed il primo cittadino etneo.

Su iniziativa della Dirigenza dell’Ente, il commissario ha infatti emanato, a pochi giorni dellinsediamento del Sindaco della Città Metropolitana, un regolamento che stravolge, peggiorandolo, il servizio di assistenza agli alunni disabili delle scuole superiori e dell’Università.

Differentemente il comune di Catania ha adottato un regolamento diverso dopo un confronto con le parti sociali e accogliendo istanze e suggerimenti provenienti da più parti. Le sigle sindacali Fp Cgil, Cisl e Cisl Fp e UIL hanno accolto positivamente la disponibilità manifestata in qualità di sindaco ‘metropolitano’ a estendere anche alla città metropolitana il sistema in vigore al comune di Catania; ci dovrà comunque essere anche un passaggio della legge in aula all’Ars perché venga modificata.

Il regolamento crea infatti un albo per il servizio di comunicazione e autonomia per gli studenti con handicap grave delle scuole superiori e dell’Università, che di fatto:

  1. danneggia i fruitori del servizio, e le loro famiglie, perché determina il rischio gravissimo di una forte riduzione di professionalità in aree di attività di estrema delicatezza;
  2. precarizza gli stessi Operatori specializzati Asacom, che fino allo scorso anno scolastico hanno effettuato il servizio come lavoratori dipendenti delle cooperative sociali e che adesso dovrebbero effettuare i servizi in modo autonomo con partita IVA; cioè con maggiori spese e minori garanzie per loro stessi (in caso di assenza per malattia, maternità, ecc.) e per gli stessi assistiti, che non avrebbero più garantito il servizio in caso di assenza delloperatore titolare.
  3. Determina un aggravio di costo non facendo risparmiare un solo centesimo alle casse della Città Metropolitana di Catania e della Regione

“I servizi essenziali che devono essere protetti per garantire la frequenza scolastica e il diritto allo studio delle persone meno fortunate di noi sono il servizio di trasporto, il servizio igienico-personale e lassistenza alla comunicazione e allautonomia scolastica” -spiegano gli operatori delle cooperative sociali –

“Detti servizi – continuano – da oltre 15 anni e fino allanno scolastico appena trascorso sono stati garantiti da cooperative sociali con appositi requisiti ed accreditate presso lAlbo dellex Provincia Regionale di Catania, ora Città Metropolitana di Catania. In tutti questi anni le cooperative hanno garantito un servizio di qualità con piena soddisfazione dei genitori dei ragazzi assistiti e delle stesse Autorità scolastiche. Infatti, esso ha garantito in particolar modo anche la libera scelta dei genitori che potevano scegliere, confermare o cambiare la cooperativa sociale anche durante lo stesso anno scolastico sulla base della qualità dei servizi resi. Si è creato un sistema che ha ben funzionato e che negli ultimi due anni ha consentito allEnte Provincia di ottimizzare le risorse finanziarie con il contributo soprattutto delle Organizzazioni di rappresentanza delle cooperative e delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori, che hanno sottoscritto un accordo per una riduzione dei costi di gestione, non essendo comprimibili per legge né il costo del lavoro né gli oneri per la sicurezza.”

Il servizio erogato dallex Provincia Regionale di Catania fino allo scorso anno scolastico ha impegnato n. 480 operatori per il servizio igienico-personale, oltre agli Operatori per la comunicazione e lautonomia scolastica e agli operatori impegnati nel servizio di trasporto.

I lavoratori delligienico-personale impegnati nel servizio sono Operatori specializzati da un corso di formazione di n. 900 ore, come richiesto per legge, mentre gli Operatori Asacom sono altamente specializzati oltre che laureati. Ovviamente tutti con anni di esperienza e alle dipendenze delle cooperative sociali accreditate.

Questo sistema, che ha fin qui ben funzionato, lo si vorrebbe sostituire con un altro che porta con se 2 gravi minacce: gli assistenti scolastici (gli ex bidelli), sulla base di un accordo contenuto nel loro contratto di lavoro e di una successiva Circolare, si dovrebbero abilitare con un corso di n. 40 ore per erogare lassistenza igienico-personale agli studenti con handicap grave.

“Potrà mai essere sufficiente la formazione di n. 40 ore degli ex bidelli per sostituire Operatori sociali che hanno effettuato una formazione di n. 900 ore, come peraltro prevede la legge e come viene conseguentemente richiesto dagli Enti Pubblici committenti, per sostituire cioè il livello di professionale del personale fon qui utilizzato dalle cooperative sociali per i servizi di assistenza socio-assistenziali? Possono un accordo di lavoro ed una circolare ministeriale superare quanto previsto da una legge?”

 

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Redazione

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