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Gulisano mette le mani sul porto e c’è pure lo sceicco della Perla Ionica

La rete degli affari sul porto di Catania

Il grosso affare è al porto di Catania. Un intreccio di società e di notissimi personaggi da far confondere anche il più scaltro dei broker di Wall Street. Il famoso sceicco della Perla Ionica Sh. Hamed Al Hamed, senza aver portato a termine l’Hilton di Capo Mulini, guarda a un nuovo progetto per Catania ma questa volta unisce le forze con il noto imprenditore catanese Umberto Gulisano, dentista, proprietario di due sale bingo a Misterbianco e a Palermo nonchè main sponsor dell’Amatori Catania.

Un approdo turistico da Emirati Arabi al porto di Catania?

A novembre del 2017 la Katanè Marina Yachting ha avanzato una richiesta di concessione trentennale su un area del porto di Catania per la realizzazione di un approdo turistico per Super Yacht.  L’autorità portuale, non ha negato, al contrario, ha pubblicato sul proprio sito un avviso per permettere ad eventuali interessati di presentare domande concorrenti. Si sono fatte avanti altre 5 realtà e tra queste è saltata agli occhi quella che ha per soci il dentista e lo sceicco.

Un’ATI ambiziosa

Gulisano e Sh. Hamed Al Hamed confluiscono in una Associazione Temporanea di Imprese tra la Mills Cape Limited – società maltese. L’azionista principale è shaikh Hamed, membro della famiglia reale di Abu Dhabi. Amministratore unico è Salvo La Mantia. Quest’ultimo oggi è tra i 4 uomini più vicini di sua Altezza: responsabile per l’Europa degli affari immobiliari. Per ricordare i fatti della Perla Ionica, basta dire che oggi è un progetto arenato – almeno allo stato dell’arte. Fin dall’inizio, quando venne presentata l’operazione da mille e una notte, venne da subito sottolineata la presenza del grosso investitore shaikh Hamed. Eppure l’emiro arabo per la trasformazione – ancora oggi mancata – della Perla Ionica in Catania Hilton, più che investire denaro arabo, chiese e ottene dal governo italiano i fondi necessari. Così nel 2014, furono finanziati ben 24 milioni di euro a fondo perduto mentre altri 35 milioni di finanziamento furono concessi da Monte Paschi.

Nell’Ati è coinvolta anche la Wilmar Sailing che, ancora una volta sembra legata allo sceicco. L’amministratore unico è infatti Martino Furnari, comandante del famoso yacht “Gabi” di proprietà del membro della famiglia reale di Abu Dhabi che lo sceicco affitta a 30.000 euro la settimana.

La parte più competente è la Marinedi, primo network mediterraneo di marina – che in Italia gestisce già 10 porti turistici e ne ha in cantiere altri 3.

Alla Calipso Srl, che fa capo a Umberto Gulisano, va invece la percentuale di partecipazione più ampia dell’ATI.

Il progetto e le doti divinatorie del dentista

L’istanza è volta all’ottenimento della concessione per quindici anni, diversamente dalla Katanè che l’ha chiesta per 30 anni, e sarà vagliata insieme alle altre 5 già presentate.  Certo, c’è da pensare che questo progetto possa essere preferito rispetto agli altri, non solo perchè volto alla richiesta di “soli” 15 anni di concessione ma anche perchè almeno una delle società coinvolta nella ATI dichiara di essere già operativa al porto di Catania. È il caso della Calipso srl attiva nella tanto chiacchierata ex Vecchia Dogana.

La società a responsabilità limitata che ha Gulisano come amministratore unico viene costiutita nel febbraio 2017 e casualmente è dotata di un oggetto sociale che sembra studiato ad hoc proprio per presentare progetti di porti turistici. Tant’è che viene da chiedersi se la bravura e il fiuto negli affari del dentista catanese si esplichi in verità in fantastiche di doti divinatorie che glabbiano permesso, nel caso in specie, di prevedere anzitempo che a novembre del 2017 la Katanè avrebbe presentato domanda per l’ottenimento della concessione trentennale.

Gulisano già attivo alla Vecchia Dogana

Sorpresa delle sopresa si scopre che il dentista Umberto Gulisano, e non è chiaro quando abbia tempo di trapanare ed estrarre denti, è già con due piedi dentro anche l’ex Vecchia Dogana (e non solo). Ebbene sì, la Calipso ha in essere “partnership commerciali in esclusiva con le società che in virtù di affitti di rami d’azienda e concessioni demaniali dirette, gestiscono l’insieme della struttura denominata Vecchia Dogana”.
Così il dentista intesse rapporti anche con Rosario Coniglione, finito agli onori della cronaca giudiziaria in qualità di proprietario della discoteca Stone: in quel caso la Procura della Repubblica sostenne che il gestore operasse sotto il controllo diretto del boss Andrea Nizza.

Coniglione, lo ribadiamo, insieme ad Alessandro Scardilli gestisce Land, che organizza eventi all’interno della Vecchia Dogana, e ora anche il Filenz – il locale subito fuori la struttura demaniale.

Una forte presenza al porto di Catania

A Gulisano però non basta perchè sempre con La Calipso avrebbe già in tasca un’altra concessione demaniale sul porto di Catania ovvero quella del ristorante L’Ormeggio oggi chiuso da circa due anni. E c’è di più, perchè l’intrapendente dentista costituisce una nuova società a maggio del 2018 titolata “La Nuova Dogana” srl, con la finalità, tra le altre, di poter prendere in gestione l’area di parcheggio sequestrata a marzo nell’area prospiciente “la Vecchia Dogana” a causa – a quanto si dice – di una azione giudiziaria nei confronti della Vecchia Dogana Spa che sarebbe gravata da un oneroso debito con l’autorità portuale.

La società con Chisari dello scandalo Ingroia

Gli affari non si fanno da soli, ma sottintendono una rete di rapporti che Gulisano cura con personaggi chiave. Nella Calipso srl il dentista detiene il 40% della proprietà, mentre un altro 40% tocca ad Antonio Chisari, il commercialista 49 enne finito nello scandalo del caso Ingroia. Chisari è il revisore dei conti del carrozzone informatico regionale che avrebbe permesso all’amministratore Antonio Ingroia di liquidarsi un premio di risultato di oltre 117mila euro e, poi, quel rimborso spese per gli anni 2014 e 2015 di 37 mila euro. Come è noto furono valutati troppi soldi per una società della Regione che in un anno aveva registrato utili per poco più di 3 mila euro.

Al porto di Catania gli interessi sono enormi e tanti. In questo articolato contesto quale ruolo gioca l’autorità portuale che gestisce a sua discrezione le concessioni e le attività?
Prossimamente cercheremo di spiegarlo.

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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