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Politica

Gucciardi incontra i direttori generali della sanità etnea

Incontro tra l’assessore regionale alla salute, Baldo Gucciardi, i direttori generali Giuseppe Giammanco, per l’Asp, Giorgio Santonocito, per l’Arnas Garibaldi, Angelo Pellicanò, per il Cannizzaro, e Paolo Cantaro, per il Policlinico-Vittorio Emanuele. C’erano anche il rettore dell’Università di Catania, Francesco Basile, il Capo di Gabinetto del Comune di Catania Beppe Spampinato, il consulente del Sindaco per i rapporti istituzionali Francesco Marano e il consulente del sindaco per le politiche sanitarie, Francesco Santocono.

Al centro della riunione, organizzata al Comune di Catania, l’ospedale San Marco e i nosocomi catanesi, la struttura dell’ospedale di Giarre e il tema aggressioni.

Per quanto riguarda la questione dell’ospedale S. Marco, l’assessore ha proposto un tavolo permanente, una sorta di unità di crisi, composta da tutte le istituzioni territoriali per seguire i percorsi da seguire fino all’apertura definitiva della struttura. In questo momento la struttura è in fase di consegna e si sta procedendo ai collaudi.

L’idea è quella di creare una rete, già allo studio di esperti, per rendere efficace ed efficiente tutti i punti. L’assessore ha poi precisato che a Catania ci saranno tre DEA di II livello (Garibaldi, Cannizzaro e Vittorio Emanuele), proprio per la grande attenzione che si è voluto dare al settore dell’emergenza, dove peraltro sono stati individuati anche due Dea di I livello: uno a Caltagirone e l’altro ad Acireale.  Per Giarre, invece, l’assessore ha esposto l’idea di un ospedale riunito insieme a quello di Acireale, allo scopo di conservare e potenziare una struttura per acuti. Questa soluzione, secondo Gucciardi, sarebbe la migliore possibile perche si scongiura la chiusura e l’accorpamento con altri ospedali.

Sul tema aggressioni, l’assessore ha sottolineato l’importanza di rafforzare la medicina territoriale (i medici di famiglia) e i PTA (Punti territoriali di assistenza) per sgravare i pronto soccorso di tanti interventi che non dovrebbero effettuare. In questa prospettiva occorre migliorare anche l’azione di comunicazione, per un cambio culturale dei cittadini.

 

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Redazione

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