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Guai in arrivo per il presidente dell’Ordine dei Medici. Presentato esposto per la morte di una paziente

La drammatica vicenda, l'appello dei figli che hanno perso la madre

Malasanità, una piaga dalla quale la città di Catania sembra non volersi liberare con un’altra possibile vittima, Agata Fazzio, classe 1940. I figli della donna cercano verità e giustizia. Per questo, hanno presentato un esposto in Procura per accertare eventuali responsabilità. I riflettori si accendono sull’Ospedale Garibaldi – Nesima mentre pesanti ombre calano invece su Diego Piazza, direttore U.O.C. Chirurgia Oncologica. Il dirigente e Presidente dell’Ordine dei Medici rischia di finire alla sbarra per la morte della paziente.

Il dramma di un figlio per la perdita della sua mamma

A raccontare i fatti è stato uno dei figli, Marco Piso, che sabato scorso ha consegnato a facebook le memorie degli ultimi giorni in vita della madre e le volontà sue e dei suoi fratelli.

“Ho riflettuto molto prima di decidermi a scrivere quello che seguirà”, informa nel suo post che lancia anzitutto un appello. “Alla fine ho deciso di farlo perché spero che chi come me abbia vissuto una storia di presunta o accertata malasanità si faccia avanti per provare ad accendere i riflettori sulla tematica ed evitare che certe cose possano accadere di nuovo nella nostra città”.

Il primo intervento

“La storia comincia il mercoledì 21 novembre 2018 giorno in cui mia madre si ricovera per un intervento programmato da diverse settimane (quindi nessun tipo di urgenza) di laporascopia al colon presso il presidio ospedaliero Garibaldi Nesima di Catania, nel reparto di Chirurgia Oncologica”. Ad operare la donna sarà il dirigente, il dott. Diego Piazza. “L’indomani mattina, giovedì 22 novembre 2018 viene effettuato l’intervento”.

“Nella tarda mattinata di ‪venerdì 23 novembre‬ viene riportata nel reparto di Chirurgia Oncologica, dopo essere stata svegliata e stubata”, continua. “Fin dal primo pomeriggio dello stesso venerdì 23 novembre, quindi a circa 24 ore dall’intervento, mia madre inizia ad accusare forti dolori addominali accompagnati da un sudorazione fredda molto abbondante. E verso sera, anche da un aumento della temperatura corporea“.

I familiari che assistevano la signora, non sono rimasti con le mani in mano. “Nonostante sia mia sorella che mia nipote avessero fatto presente con insistenza e ripetutamente che la situazione andava attenzionata in maniera urgente, il personale sanitario si limitava a fare qualche antidolorifico e Tachipirina”, prosegue. Marco Piso ricorda inoltre che liquidavano “la questione sostenendo che si trattava di ansia o che fosse una normale conseguenza post operatoria”.

Il secondo intervento

“Arriviamo a sabato mattina 24 novembre, a 48 ore dall’intervento. Mia madre arriva a perdere conoscenza e solo allora al personale sanitario viene il sospetto che la situazione potesse essere molto seria tanto da dover chiamare un medico rianimatore”.

Attimo dopo attimo di quei drammatici momenti continuano a essere riportati nel post. “Dopo averla rianimata, decidono di fare una tac addome. Risultato: mia madre era andata in peritonite, quindi in grave shock settico. Viene deciso solo in quel momento di rioperare d’urgenza, dopo più di 48 ore dal primo intervento, 48 ore che hanno devastato il suo organismo“. La situazione si fa dunque disperata. Ad operare la signora sarà ancora una volta il dott. Diego Piazza.

“Dopo quest’ultimo intervento, mia madre finisce in rianimazione fino a giorno 11 dicembre, giorno in cui muore. Dimenticavo di dire che in tutto questa permanenza in ospedale mia madre ha contratto anche la polmonite da Klebsiella“.

L’esposto

“Ho depositato un esposto presso la Procura della Repubblica di Catania affinché si possa accertare se e quali siano le responsabilità soggettive ed oggettive e se vi sia stata imperizia nell’intervento e/o negligenza ed imprudenza nel post operatorio“.

“Sarebbe anche interessante verificare con una attenta e scrupolosa attività di audit, ad esempio, quanti siano stati i decessi e le loro cause nel 2018 di persone operate da quel reparto. E sarebbe anche interessante verificare – aggiunge – quante volte le persone operate in quel reparto abbiano avuto necessità di essere operate nuovamente e perché. Vedremo”.

Operazione verità: l’appello di Marco Piso

Piso rassicura: “Da parte mia posso dire che non mollerò mai e utilizzerò tutti gli strumenti che la giustizia penale e civile mette a disposizione per ricercare la verità. Lo devo a mia madre”.

“Una cosa che invece possiamo fare tutti noi è raccontare sempre quando qualcosa non ci convince”. Perciò invita i lettori a raccontare casi come quello di sua madre. “Chiedo a tutti voi di farvi avanti, di condividere anche sui social se ritenete di avere subito una cosa simile o analoga nella stessa struttura che abbia riguardato una persona a voi cara o se avete avuto notizie di casi simili. Lo dobbiamo fare per accertare la verità e far si che, semmai ci fossero responsabilità, vengano sanzionate”. Certo è che per Diego Piazza non saranno giorni tranquilli.

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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