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Guai giudiziari per il senatore Giarrusso

La Procura dovrà formulare la richiesta di rinvio a giudizio per il senatore

Ancora guai per il senatore Mario Michele Giarrusso

Si ipotizza il reato di diffamazione aggravata per il senatore del Movimento 5 Stelle Mario Michele Giarrusso ai danni di Maria Greco, sindaco di Agira.

Il gip Sebastiano Di Giacomo Barbagallo ha accolto l’opposizione alla richiesta di archiviazione proposta dalla Procura etnea. Adesso, la Procura di Catania dovrà formulare la richiesta di rinvio a giudizio per il senatore pentastellato.

Il sindaco di Agira ha già annunciato di volersi costituire parte civile.

In un primo momento il senatore pentastellato aveva chiesto l’immunità per evitare il processo. Il Senato ha poi invece accolto la proposta della giunta per le immunità di considerare sindacabile il senatore.

La vicenda

Nel 2015, il senatore Giarrusso aveva firmato sul blog di Beppe Grillo un post dal titolo “Ombre mafiose nella campagna elettorale del Pd di Enna”. In quel post, il senatore riportava come durante un comizio dei 5 Stelle ad Agira fossero presenti, affacciati sui balconi vicini al palco, alcuni “osservatori molto qualificati”  ritenuti da Giarrusso in odor di mafia.

Il sindaco di Agira, Maria Greco, aveva quindi querelato Giarrusso che fu rinviato a giudizio davanti al giudice monocratico Francesco Paolo Pittaresi. Questo ha rimesso gli atti alla procura di Catania, accogliendo l’eccezione dei difensori di Giarrusso sulla non competenza del tribunale di Enna. Per i reati commessi sul web, infatti, la competenza è legata al luogo di residenza dell’imputato.

Gli attacchi di Giarrusso

Non è la prima volta che il senatore viene querelato per i suoi attacchi sul web.

Marco Scinardo, presidente della Consulta Giovanile del paese e figlio di Mario Giuseppe Scinardo, imprenditore a cui la Procura etnea nel 2014 sequestrò beni per 200 milioni di euro, ha querelato il senatore dopo che questo lo aveva aveva attaccato durante una manifestazione del Comune di Militello Val di Catania.

Allo stesso modo, una ex attivista del M5S aveva denunciato Giarrusso dopo che questo l’aveva definita “Madame de Pompadour” su facebook con un post pubblico.

Ma gli attacchi di Giarrusso non sono solo questi.

Nel 2017, Giarrusso aveva ipotizzato che “qualche candidato alla Regione, magari il rettore di Palermo, in privato indossi il grembiulino”, riferendosi alla possibilità che Micari facesse parte della Massoneria.  Sempre in campagna elettorale, il senatore aveva commentato le liste di Musumeci affermando che mancava “solo la figlia di Totò Riina».

Un anno prima, invece, si scagliava dalla sua pagina Facebook contro l’allora primo cittadino di Catania Enzo Bianco dichiarando  come “L’amministrazione Bianco infatti ha riportato la nostra città nel gorgo più nero della commistione tra politica affari e mafia”.

 

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