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Gli studenti dell’Istituto Musicale V. Bellini: “Non spetta a noi pagare un ladrocinio commesso da altri!”

Un ladrocinio. Ecco come viene definito l’ammanco di 14 milioni di euro dalle casse dell’Istituto Musicale Vincenzo Bellini. Secondo la direzione, questo denaro venuto a mancare è un problema già superato perché nelle rendicontazioni è stato inserito come avanzo di amministrazione.
La parola agli studenti. Raggiungiamo telefonicamente Antonio Di Carlo, rappresentante degli studenti dell’Istituto Musicale Vincenzo Bellini.

È corretto quanto dichiarato dalla direzione dell’Istituto Musicale?

“Se da un punto di vista virtuale sono stati conteggiati questi 14milioni, è anche vero che sono state tante le ripercussioni. Parliamo di una percentuale ad un’unica cifra. Parliamo di circa 500.000 euro che su 14milioni sono comunque irrisori. È vero che c’è la problematica degli Enti Locali. Il comune è in dissesto. La Provincia non ha bilancio. Ed è anche vero che quei soldi non sono stati restituiti. Insomma: i ladrocini non potevano avvenire in squilibro di bilancio perciò non è un problema esclusivamente finanziario, parliamo di un problema di liquidità che è venuta a mancare”.

Per il resto, com’è andato l’incontro con Dino Giarrusso, delegato del MIUR?

“Siamo stati molto soddisfatti per questo incontro che era necessario per comprendere anche quelle che sono le nostre preoccupazioni, soprattutto in merito all’aumento della tassazione del 30%”.

Ma come si arriva all’aumento della tassazione agli studenti?

“L’incontro che si è svolto i primi di agosto tra i vertici dell’Istituto e il Ministro, da quello che ci è stato relazionato, per potere avere maggiori risorse finanziarie, il Ministro ha chiesto esplicitamente di aumentare la tassazione degli studenti. Subito dopo quella richiesta, è stata emanata una delibera da parte dell’assemblea consortile di questo Istituto, formata dagli enti consorziati che sono ex Provincia (Città Metropolitana) e Comune di Catania. Così, è stato deliberato l’aumento del 30% sulla tassazione, considerata la richiesta del Ministro, per aumentare la liquidità”.

In questo modo però lo scotto dell’ammanco dei 14 milioni di euro lo stanno pagando gli studenti…

“Esatto. Infatti io ho inviato una lettera sia al ministro che al sindaco di Catania Salvo Pogliese perché noi non vogliamo ripagare un ladrocinio commesso da altri e di cui noi non siamo responsabili. Non spetta a noi!

Come ho già detto, questo aumento della tassazione ha suscitato molto rammarico soprattutto per le modalità con cui è stata deliberata. Non è stata infatti minimamente coinvolta la rappresentanza degli studenti per decidere l’entità di questo aumento che, per come è stato deliberato dal cda, si rivela deleterio per il diritto allo studio. Anche per i fuori corso si ha un ulteriore aumento del 30%. Ma soprattutto per l’impossibilità di avere dei rimborsi della tassa per i vincitori idonei alle borse di studio ERSU”.

Hanno bloccato addirittura le borse di studio degli studenti?

“Hanno bloccato il rimborso tasse previsto dal bando dell’ERSU”.

Ricapitoliamo. Abbiamo l’aumento del 30% delle tasse scolastiche dell’Istituto Musicale Vincenzo Bellini, il rimborso delle tasse ai vincitori di borse di studio bloccato, però oggi arrivano 725.000 euro dal MIUR. A che cosa serviranno?

“Allora. Questi 725.000 euro, come qualsiasi altro contributo, finiranno nel calderone della fiscalità dell’ente”.

Detto in soldoni?

“Detto in soldoni: si pagheranno gli stipendi! Praticamente faranno questo perché al momento non vedo altre spese che possano giustificare queste risorse che tra l’altro non mi risulta siano vincolate”.

Ma dopo l’incontro con Dino Giarrusso?

“Ho visto una speranza. Infatti l’ho ringraziato personalmente e ci tengo a ringraziarlo pubblicamente per l’impegno che si sta assumendo nei confronti degli studenti”.

Voi studenti cosa avete proposto in concreto?

“Io ho fatto una proposta ben precisa sia al sindaco che al Ministro. Esiste già per tutte le istituzioni universitarie ed AFAM (Alta formazione artistica e musicale) una normativa nazionale che regolamenta la contribuzione studentesca. Questa normativa nazionale prevede che fino a 13.000 euro di ISEE ci sia una fascia di esenzione della contribuzione studentesca. Cioè si parla della tassa di diritto allo studio e della marca da bollo ed eventuali altri oneri amministrativi. Dai 13.001 ai 30.000 euro di ISEE, invece, si paga un contributo parziale che viene ricavato dalla differenza tra l’ISEE che si ha e il limite massimo della prima fascia di esenzione”.

Facciamo un esempio pratico.

“Se io ho 14.000 euro di reddito ISEE, la differenza tra 14.000 e 13.000 è di 1000 euro e di quei 1000 euro si applica un’aliquota che può arrivare massimo al 7%. Se supponiamo che l’aliquota fosse massima, pagherei 70 euro con 14.000 euro di ISEE. Va da sé che se io in questo Istituto ho lo stesso ISEE di 14.000 euro entrerò nella seconda fascia secondo la delibera emanata da questo istituto. e lo studente dovrebbe pagare 650 euro”.

Ah. Una differenza notevole…

“Una differenza notevole. Abbastanza notevole. Ho chiesto un tavolo tecnico per poter fare attuare quella normativa al nostro istituto perché naturalmente gli istituti statali per poter garantire questa fascia di esenzione, hanno dei fondi erogati direttamente dal ministero. Inoltre permetterebbe un anno di tolleranza ai fuori corso. Tra l’altro questa norma è meritocratica perché per ottenere quella esenzione si deve ottenere un determinato numero di crediti (10 cfa) al secondo anno e 24 cfa dal secondo anno in poi. Recepire quella norma garantirebbe sia le richieste del Ministero che le istanze degli studenti”.

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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