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“Gli illegali” di Piernicola Silvis è il libro per Natale 2019

Lo scrittore ed ex funzionario della Polizia di Stato è il migliore thrillerista del 2019

Gli illegali (Sem – Società Editrice Milanese, 2019), di Piernicola Silvis, è il terzo capitolo della saga del commissario Bruni. Abbiamo atteso nel pubblicare la nostra recensione per due motivi: in primis ci auguriamo che non sia la conclusione di una trilogia, Formicae (riproposto anche da Feltrinelli) e La lupa i precedenti, sempre editi da Sem; secondariamente perché se avete dei dubbi sulla particolarità di una persona alla quale fare un dono libresco, con questo stupendo volume, a nostro parere, avete risolto il problema del regalo sotto l’albero o vicino al presepe. Il presepe, che dir si voglia, i migliori son prodotti nel capoluogo campano: Napoli.

Un ex prefetto e un avvocato

È proprio ne Gli illegali, che la bella Napoli viene scossa dall’omicidio di un personaggio: ex prefetto in pensione. Del caso viene incaricato a far luce, il leggendario commissario Renzo Bruni. Le indagini vedono coinvolti altrettanti personaggi tra i quali l’ avvocato Capone.

Dramma Capone

Formicae
Formicae

Capone, che vive una complicatissima situazione personale, dalla malattia della figlia gravemente malata e per la quale necessitano cure costosissime, sino a cadere nel dramma della dipendenza da droga, per spingersi a riscoprire la propria identità omosessuale, finisce in un losco, grosso e pericolosissimo giro malavitoso d’élite, ricadendo ancora una volta, essendo tra i coinvolti nell’assassinio dell’ex prefetto.

 

 

 

 

 

 

 

Renzo Bruni

La lupa
La lupa

Entra in scena Renzo Bruni, forse, perché non ho letto tutti i thrilleristi italiani che ‘praticano’ funzionari di Polizia, il più umano, ma non smielato e ghirigorato, dei commissari rappresentati in letteratura. Sfruttando la sua esperienza e conoscenza psicologica e di azione, il commissario Bruni, riesce a far emergere situazioni che vanno al di là del semplice omicidio a sfondo rapina, che poi semplici non sempre sono. Straordinari colpi di scena inaspettati nella narrazione come i “fatti” di Capone, che intrattiene rapporti con le istituzioni e relativi collegamenti con la delinquenza organizzata. E ancora: nell’intreccio delle indagini porta in auge anche problematiche di natura professionale dei vari soggetti coinvolti nella storia.

 

 

 

 

Illegali colpi di scena nella narrazione di Piernicola Silvis

Piernicola Silvis
Piernicola Silvis

Non mancano di certo colpi di scena dei migliori gialli di genere, il libro è di una piacevolezza assoluta. Si fa leggere in maniera veloce e molto scorrevole. Il lettore è coinvolto in toto con la storia che si conclude con un finale amaro e di grande riflessione.

Gli illegali conferma la maestra dell’autore

L’autore si conferma un maestoso trascinatore di emozioni; spettacolari alcune descrizioni di operazioni di Polizia, come la frenetica corsa nel tentativo di sventare un omicidio su commissione, o di alcuni comportamenti di personaggi che ruotano attorno alla storia, che sembrano appartenere alla linea del giusto e invece si riveleranno il contrario.

Ne Gli illegali, l’autore conferma ancora una volta come si possa narrare una storia che magari prende spunto da un vissuto autobiografico, ma questa è una nostra supposizione, trasformandolo in una piacevole e nobile lettura con l’avallo, nuovamente, di una riflessione importante.

 

 

Strenna e auguri natalizi

Gli illegali
Gli illegali

È il libro per tutti, che si può regalare e che per diversificati motivi in tanti apprezzeranno. Proprio come i precedenti del 2017 e 2018. Buone feste.

 

 

 

 

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Salvatore Massimo Fazio

Di lui sappiamo che è contro il bigottismo sociale "è mafia pura" e che decide di vivere la socialità solo per lavoro, o rare volte al bar da Enzo quando torna a Catania. Nel 2016 col saggio "Regressione suicida", non inganni il titolo, è un invito a ripercorrere tutte le tappe della vita sino a risorgere nella veste indipendente, senza pendere dal pensiero (e da) alcuno, desta polemiche. Si ritira anche dalle direzioni artistiche "[...] non dimenticatevi che sono anche un operatore sociale e un tutto fare". Ha dichiarato difficoltà e malessere nell'aderire alle filosofie dei due outsider che ha approfondito per circa 16 anni, Emil Cioran e Manlio Sgalambro, dei quali estese la propria tesi di laurea: "C'è un motivo per il quale non posso dichiararmi filosofo, né studioso di filosofia, nonostante la stampa continua a farlo e io continui a smentirlo".
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