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Gli agrumi siciliani volano in Cina. E noi, cosa importeremo?

È fatta: la Cina ha sbloccato l’importazione di agrumi italiani abbattendo così le sue frontiere. Arance, limoni, mandarini e altri agrumi adesso potranno essere trasportati anche su aerei cargo. Si incentiverà così l’esportazione di prodotti Made in Italy che sulle ‘Vie della Seta’, negli ultimi dieci anni, ha quadruplicato il suo valore del 376 per cento, raggiungendo i 448 milioni di euro.

La mano del diavolo si insinua nei dettagli.

Atteniamoci ai numeri. Secondo i dati Faosat aggiornati al 2016, la Cina è in testa alle classifiche per la produzione di agrumi su scala mondiale con quasi 38 milioni di tonnellate prodotte. Seguono il Brasile con 19,5 milioni di tonnellate, l’India con 12 milioni, il Messico con 8 milioni e gli Stati Uniti con 7,5 milioni.

L’Italia si trova al dodicesimo posto con circa 2,5 tonnellate di agrumi prodotti. Comunque potrebbe rincuorare il terzo posto rispetto ai Paesi nel bacino del Mediterraneo. Nella nostra area infatti primeggia la Spagna con circa 7 milioni di tonnellate cui segue l’Egitto con 4,8 milioni di tonnellate. Dopo l’Italia troviamo il Marocco con 2 milioni di tonnellate di agrumi prodotti.

Nonostante le superfici coltivate sul nostro territorio nazionale attestino una flessione che si aggira intorno al 3% – da 141.000 ettari di terreno destinato alla coltivazione di agrumi nel 2016 si passa a 138.000 ettari nel 2017 – l’Istat registra una crescita della produzione di agrumi trainata soprattutto dalla Sicilia con 1,6 milioni di tonnellate prodotte.

Relativamente all’export di agrumi italiani nel mondo, dati Eurostat nel 2016 hanno registrato un incremento del 20% superando la quota delle 300mila tonnellate nel 2016 rispetto all’anno precedente e un aumento del 39% nei dieci anni precedenti.

All’inizio del 2018, in calo le importazioni di agrumi dall’estero erano (-24%) ma, dato allarmante, restano maggiori le importazioni con 358mila tonnellate rispetto alle esportazioni. Paradossalmente le arance sono gli agrumi più importati insieme a limoni e lime. Tra gli agrumi il prodotto più importato e anche quello più esportato sono le arance. Per quanto riguarda le importazioni al secondo posto troviamo limoni lime, mentre per quanto riguarda l’export, dopo le arance, troviamo mandarini e clementine.

La domanda perciò sorge spontanea.

Perché mai la Cina ha favorito l’importazione di agrumi italiani? “Perché gli agrumi italiani, e in particolare le arance siciliane, sono un’eccellenza dove la Cina non può competere”, la risposta più ovvia. Ma certo è che gli aerei cargo sul quale viaggeranno i nostri agrumi non torneranno vuoti in patria. L’Italia e le regioni destinate all’export di agrumi, si prospetta che possano essere destinate a fare da base per le importazioni asiatiche e la loro distribuzione in Europa. Ma questo nessuno ancora lo dice sebbene la logistica sia alla base delle attuali strategie di mercato sempre più liberista.

Se questa operazione sarà vantaggiosa per il nostro Paese lo stabilirà il tempo. Certo è che i problemi che devono affrontare i nostri produttori agrumicoli sono ben altri.

Criticità segnalate dai produttori siciliani.

Da anni ormai i produttori agrumicoli sul territorio nazionale tentano di suggerire ai vari governi che si sono succeduti la pianificazione di strategie per tutelare e rafforzare le politiche di settore.

Non ultime poi le richieste di un piano poliennale di settore e il riordino di tutti i dati quantitativi e qualitativi. Rimane viva la necessità di un decreto che dia esecuzione alle direttive C.E. 12/2012 del 19/04/2012 sull’obbligo di dichiarare in etichetta la provenienza del prodotto ottenuto dalla trasformazione di agrumi italiani con provenienza specifica. Viene chiesta inoltre una riduzione dell’aliquota Iva sulle spremute “100% Succo di Agrumi” dal 22% al 10 % poiché salutistiche. Inoltre, propongono la defiscalizzazione del Bioetanolo ottenuto dalle materie prime secondarie degli agrumi.

All’apice di tutti i problemi che attualmente i produttori stanno affrontando, oltre l’ondata di maltempo che pare non abbia particolarmente danneggiato la produzione, il ‘virus Tristeza’. Nel 2018 ha distrutto estese coltivazioni di agrumi in tutta la Sicilia, soprattutto a Catania. La Regione Siciliana ha da poco pubblicato il bando 5.2 del Psr 2014-2020 che consentirebbe interventi anche sugli agrumeti colpiti da fitopatie. La dotazione finanziaria risulta però assolutamente insufficiente ai produttori.

Nei giorni scorsi, al Mipaaf si è tenuto un tavolo di confronto con il sottosegretario Alessandra Pesce e i principali rappresentanti siciliani di categoria che si dicono soddisfatti dell’incontro. Il ministero ha dimostrato infatti disponibilità a sbloccare 10 milioni di euro stanziati dalla Legge di Bilancio 2017 per il sostegno dello sviluppo del comparto agrumicolo. Saranno sufficienti?

 

(Foto in evidenza da BlogSicilia)

 

 

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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