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Giuseppe Dipasquale, il fantasma dell’Opera

Giuseppe Dipasquale, ex direttore del Teatro Stabile di Catania, mette i punti in chiaro con i sindacati. Una volta tirato in ballo il suo nome quale ipotetico futuro sovrintendente del Teatro Massimo Bellini, i sindacati hanno infatti imputato precise accuse all’attuale consulente regionale per i teatri.

La lettera di Giuseppe Dipasquale

«In merito alla lettera inviata al Presidente della Regione Siciliana dalle organizzazioni sindacali del Teatro Massimo “Vincenzo Bellini” di Catania, mi preme precisare quanto segue», fa sapere Giuseppe Dipasquale.

«Il mio nome, immotivatamente fatto circolare nei giorni scorsi fra la rosa di nomi papabili per la carica di Sovrintendente dell’Ente Regionale Lirico catanese, non è mai stato, e non lo sarà in futuro, da considerarsi disponibile per tale incarico», puntualizza l’ex direttore del Teatro Stabile.

«Né io, né mi risulta altri – e sarebbe stato un “teatro” imperdibile assistere allo scambio tra Giuseppe Dipasquale e, per esempio, Ottavio Cappellani, anch’egli tra la rosa dei papabili ipotizzati – abbiamo mai avanzato tale candidatura che è frutto di mera illazione. O peggio, provocazione». Peccato però che l’incarico di sovrintendente avvenga per nomina diretta dal Presidente della Regione, e non per autocandidatura. Perciò la domanda è: Giuseppe Dipasquale, in passato, ha avanzato la propria candidatura per altri incarichi? E in caso affermativo, se lo ha ricevuto, in cambio di cosa? Mistero.

«Tuttavia, la lettera dei sindacati con a capo gli stessi mandanti di sempre, avanza illazioni, accuse, calunnie, velate minacce e accanimento costante nei miei confronti e lede gravemente la mia reputazione personale e professionale perpetuando violazioni di legge».

I miei legali intraprenderanno con forza le azioni giudiziarie, sia penali che civili, perseguendo gli autori intenzionali di tali falsità e delle lesioni ai miei danni». Più che un’azione minatoria, quella di Giuseppe Dipasquale potrebbe rivelarsi la soluzione per avviare le auspicate indagini sul tracollo del teatro di cui era direttore. Così, per fugare una volta per tutte i dubbi che attanagliano ancora oggi i sindacati.

Vignetta: Totò Calì

Text: Giuseppe Dipasquale e Debora Borgese

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Redazione

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