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Giulio Mozzi diseredato da un portalettere: Fernando Guglielmo Castanar

Arkadia pubblica la proposta dello scrittore tosco-triestino: un caso shock per il talent scout Mozzi

Una carriera editoriale, quella di Giulio Mozzi, straordinaria che lo battezza tra i migliori talent-scout europei, col rischio di esser distrutta da un postino.

vicentino che residente a Padova, per un ventennio è stato diseredato da tale
Fernando Guglielmo Castanar, portalettere di origini tosco-triestine.

Arkadia Editore ha pubblicato questo signore che a sua detta, altro non fece che un lavoro di sottrazione nei confronti di Giulio Mozzi.

Un caso editoriale che coinvolge tantissimi nomi della narrativa, ma non solo, che nei venti anni spediva dattiloscritti a Giulio Mozzi, che mai ha ricevuto.  Castanar, ha creato fraintesi gravi: in alcune occasioni ha risposto lui per per Mozzi agli aspiranti scrittori.

Una storia davvero triste, ma con sfumature comiche. Il 26 settembre all‘Enoteca Letteraria Prospero, Palermo e il 28 settembre a Catania presso la Legatoria Prampolini ne sapremo di più grazie alla mediazione dello scrittore italo olandese Marino Magliani.

Dettagliando sul postino che stalkerizza Mozzi

Cover copertina
Cover copertina

Giulio Mozzi lo scorso anno ha ricevuto alcune mail inviategli da Fernando Guglielmo Castanar.
Il postino in queste mail annuncia qualcosa di sconvolgente: per vent’anni ha sottratto una miriade di dattiloscritti per il maestro Giulio Mozzi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fantasia o disturbo psichiatrico del postino di Mozzi?

La vittima Giulio Mozzi
La vittima Giulio Mozzi

Le Poste Italiane hanno mantenuto un uomo che è addirittura riuscito a chiedere trasferimento quando ha saputo che Giulio Mozzi cambiava residenza: stalker puro! Un uomo, come si evince dalle sue dichiarazioni, nel libro edito appena qualche mese fa da Arkadia Editore dal titolo Il postino di Mozzi, lucido, cristallino, diabolico, ingenuo e anche angelico. Un uomo, il Castanar, che fa paura e tenerezza, e fa incazzare bestialmente se ci fossero stati altri al posto di uno solo dei potenziali scrittori o degli affermati mostri sacri della letteratura.

 

 

Cosa ha spinto il postino Castanar a tali vili azioni contro Mozzi?

Marino Magliani
Marino Magliani

Non è una domanda che trova facili risposte e forse mi imbarazzo anche un pò a scrivere di “vili azioni”. Quest’uomo, di professione portalettere sembrerebbe la risoluzione di un enigma: perché molti piego di libri non rintracciabili non arrivano a casa di blogger, giornalisti, scrittori, manager, agenti… insomma tutto ciò che gira attorno al mondo editoriale? Un mistero, che però grazie ad alcuni interventi e alla chiacchierata con Marino Magliani, sopra annunciata, che si farà giovedì 26 settembre presso l’Enoteca Letteraria “Prospero” a Palermo e il 28 settembre presso la Legatoria Prampolini di Catania, ci chiarirà (forse, sempre forse), se la malattia, se la cattiveria, se lo stress, se latrocinio, se qualunque altra spiegazione ha spinto (e spinge altri?) a far sparire importante corrispondenza verso un uomo famoso nel mondo che ha subito addirittura azioni di stalker.

 

 

Al concorso annesso al primo festival del libro e della cultura ETNABOOK, tenutosi a Catania dal 19 al 21 settembre, Il postino di Mozzi, ha ricevuto la pergamena di premiazione come miglior opera prima.

 

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Salvatore Massimo Fazio

Di lui sappiamo che è contro il bigottismo sociale "è mafia pura" e che decide di vivere la socialità solo per lavoro, o rare volte al bar da Enzo quando torna a Catania. Nel 2016 col saggio "Regressione suicida", non inganni il titolo, è un invito a ripercorrere tutte le tappe della vita sino a risorgere nella veste indipendente, senza pendere dal pensiero (e da) alcuno, desta polemiche. Si ritira anche dalle direzioni artistiche "[...] non dimenticatevi che sono anche un operatore sociale e un tutto fare". Ha dichiarato difficoltà e malessere nell'aderire alle filosofie dei due outsider che ha approfondito per circa 16 anni, Emil Cioran e Manlio Sgalambro, dei quali estese la propria tesi di laurea: "C'è un motivo per il quale non posso dichiararmi filosofo, né studioso di filosofia, nonostante la stampa continua a farlo e io continui a smentirlo".

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