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Psiche e Società

Giudicare gli altri, un arma a doppio taglio

Giudicare. Oggi scriverò del giudizio, se estremizzato può generare anche il bullismo e ciò riguarda ogni fascia di età.

Tutti giudicano e siamo giudicati

Molto spesso quello che accade e che non ci prendiamo la responsabilità delle nostre azioni, diamo la colpa ad altri o li giudichiamo perché noi stessi non abbiamo il coraggio di essere o di fare quelle determinate azioni.

Dato che siamo in estate un esempio è il Topless, ad esercitare il giudizio più spesso sono le donne stesse. Il Giudizio cambia nome a seconda della fascia di età e della gravità secondo la quale viene esercitato. Se ci pensiamo può diventare bullismo, vessazione, abuso, molestia.

Molto spesso è così tanto celato che per vederlo la vittima prima deve subire la critica della società; per esempio: “sei troppo sensibile” “vabbè non ci fare caso” “stavo solo scherzando, sei permalos*”

Queste cose per la maggior parte le vediamo come se fossero le classiche “americanate” distanti da noi, invece, non è così.

Tutto parte da una presa in giro, magari sul peso o qualsiasi altra cosa.

Tutto ciò a livello psicologico ha diversi risvolti e non partirò dalla “vittima” quindi da chi subisce tutto ciò bensì da chi inizia a trattare male il prossimo.

Le ripercussioni di giudicare senza pensare

Giudicare tutto e tutti, senza esercitare un’autocritica, fa passare il messaggio “tutti fanno così” e che potrebbe diventare lui stesso il prossimo a subire questo trattamento. Si da inizio ad una vita di continua vigilanza, non appena si sentirà in pericolo, perché al contrario avrebbe agito lui stesso in quel modo, si verifica la dinamica del “attaccare per difendersi” Giudicare senza pensare a come si potrebbe sentire l’altro non  permette di sviluppare una autocriticità e ridurre la propria capacità di empatia.

Inoltre, solitamente chi esercita un giudizio assoluto, tende a farlo con sé stesso. Insomma giudicare ci mette in situazioni quasi senza via di uscita, un cane che si morde la coda. Ciò che possiamo fare è accettarci e accettare l’altro così come siamo.

Iniziando da noi saremo in grado di vedere oltre le apparenze, cosa c’è dietro un determinato comportamento e magari essere in grado di imparare dall’altro qualcosa a cui non avevamo mai pensato. L’altro non è solo una fonte di paragone, bensì uno stimolo a migliorare. Per comprendere ciò è importante iniziare da principio chiedendoci perché non riusciamo ad accettarci per quello che siamo.

 

 

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