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Il monocolore di Bianco perde i “pezzi”. Perché Girlando va via?

Sono “tempi duri” per la giunta Bianco. Malgrado l’opera incessante della “macchina della propaganda” di Palazzo, le cose non vanno per nulla bene. Infatti, proprio a poche settimane dalla cosiddetta “intesa di ferro” con Luca Sammartino, con una cascata di spartizioni di poltrone nelle partecipate e l’ingresso dell’ex assessore di Stancanelli Nuccio Lombardo (un ex Mpa, l’ennesimo nell’amministrazione Bianco), ecco che l’assessore al bilancio, l’avv. Giuseppe Girlando, un “fedelissimo” del sindaco, passa la mano . Dopo tre anni, tre anni di “fuoco” in un comune che è alle soglie del dissesto.

A prendere il posto di Girlando sarà Salvatore Parlato, un tecnico: già commissario straordinario del Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agrari) e membro del cda dell’Irfis, Parlato è stato anche capo della segreteria tecnica dell’ex assessore regionale al Bilancio e alle Partecipate, Luca Bianchi, oltre che consulente economico del presidente Crocetta tra l’aprile 2014 e il luglio 2015.

Quindi, Girlando va via: perché? Ufficialmente perché aveva espresso l’intenzione di lasciare dopo l’approvazione del piano di rientro. Ma secondo voci di corridoio ci potrebbero essere altre spiegazioni. Quali? La decisione potrebbe essere legata in qualche modo ad eventuali indagini che riguarderebbero proprio Girlando: ripetiamo ipotesi, voci che girano a Palazzo e attorno ad esso.

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Marco Benanti

45 anni, ex operaio scaricatore alla base di Sigonella, licenziato in quanto “sgradito” al governo americano per “pensieri non regolari”, ex presunto “biondino” dell’agenzia Ansa, ex giocatore di pallanuoto, ex 87 chili. Soggetto sgradevole, anarchico, ne parlano male in tanti, a cominciare da chi lo ha messo al mondo: un segno che la sua strada è giusta. Ha, fra l’altro, messo la sua firma come direttore di tante testate, spesso solo per contestare una legge fascista di uno Stato postfascista che impone di fatto un censore ad un giornale (e in molti hanno, invece, pensato che lo ha fatto per “mettersi in mostra”). E’ da sempre pubblicista, mai riconosciuta alcuna pratica per professionista, nemmeno quelle vere. Pensa di morire presto, ma di lui – ne è certo- non fregherà niente a nessuno. Nemmeno a lui.

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