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I giovani kemalisti ed il futuro turco

Non ho nessuna religione e, a volte, vorrei vederle tutte in fondo al mare. E’ una guida debole, colui che ha bisogno della religione per mantenersi al governo, è come se volesse intrappolare il proprio popolo. Il mio popolo impararerà i principi della democrazia, i dettati della verità e gli insegnamenti della scienza. La superstizione deve finire. Ognuno ha la libertà di adorare chi vuole e seguire la propria coscienza, a condizione che non interferisca con la razionalità e che non agisca contro la libertà dei suoi simili(Mustafa Kemal Atatürk, 1928)

Se c’è una aggettivo per definire la nuova generazione turca, quello è “ruspante”. Ho trovato i giovani turchi , quelli veri e non quelli farlocchi di casa nostra, con il piede sull’accelleratore – non solo intellettualmente ed economicamente, i turchi per strada ed al volante sembrano quasi sfidare quotidianamente la sorte – proiettati verso l’Europa e l’occidente. Avvinghiati alle idee di quel gigante del pensiero politico, Mustafa Kemal Atatürk. Determinati a proseguire in una crescita culturale ed economica mostruosa.
Tuncay è uno di questi giovani turchi affascinati dal “neo-kemalismo” (un centro-sinistra, socialdemocratico, nazionalista, laico e con tendenze stataliste) e risoluti ad evolvere la propria nazione non solo economicamente ma anche culturalmente. Il modello è l’occidente ma non solo.

Tuncay che aria tira in Turchia? Conoscendo la gioventù turca, ho sentito una fortissima voglia di Europa, modernità, laicismo. 

C’è un’aria nuova in Turchia. In special modo in cabina elettorale. Le nuove generazioni hanno abbandonato gli steccati ideologici, sorpassando la tradizione marxista o trotzkista, ad esempio, per guardare più ai programmi. E’ inutile barricarsi dietro ideologie, molte di queste ormai desuete, senza guardare ai reali programmi ed ai candidati scesi in campo. Io e la mia generazione, sosteniamo semplicemente chi si attiva concretamente per la libertà, l’uguaglianza, l’efficienza giudiziaria e la sovranità nazionale.

In questo momento assai problematico per il Vecchio Continente, una parola campeggia su ogni giornale e televisione: “migrazione”. Come si vive in Turchia questo fenomeno?

Per ora non abbiamo fenomeni migratori in entrata. Qualche rifugiato ma nulla di importante. Molti nostri giovani, causa disoccupazione sono costretti a migrare verso il centro europa. Ma non è solo un problema occupazionale. Il fenomeno in Turchia riguarda quasi esclusivamente giovani con un’istruzione medio-alta o alta. L’istruzione tecnica è in forte sviluppo ma d’altra parte, in altre discipline non scientifiche, vi è un’istruzione non proprio libera. Vi è la fortissima presenza del governo in molte università turche. Sostanzialmente vi è una buona istruzione ma non c’è la possibilità di discostarsi liberamente da essa. Si è “liberissimi” di studiare quel che il governo approva. Il sapere umanistico viene indirettamente scoraggiato e non per motivi occupazionali.

Riguardo l’omosessualità? La Turchia è si un paese di religione islamica ma vanta una laicità rara o forse unica in questa regione. Come si pone la nuova generazione di sinistra?

La nuova generazione turca ha fatto passi da gigante in tal senso. Si respira è moltissima tolleranza in confronto a qualche decennio fa. Ho molti amici omosessuali, amici veri ed affidabili. Uomini e donne molto valide che però hanno ancora difficoltà a trovare lavoro. Se i giovani infatti sono aperti all’inclusione, le vecchie generazioni non vedono di buon occhio l’omosessualità. C’è molta strada da fare ma noi giovani siamo determinati a cambiare il volto della Turchia, anche sotto questo punto di vista. Rimango invece molto perplesso nei confronti delle adozioni gay.

Mass-media ed opinione pubblica. Ho come l’impressione che non vi sia una grande libertà di stampa e che questo governo abbia un po ridimensionato il dibattito politico interno. 

Anche in Turchia vi è un evidente problema di collusioni tra massmedia e sistema politico. Ciò impedisce la diffusione di liberi concetti e libere idee. Anche in Turchia il sistema è volto esclusivamente al beneficio economico di pochi ed a scapito della popolazione. I banchieri sono i principali partner di questo sistema. In Turchia la loro impronta è forse più evidente che in Italia. Sotto questo punto di vista, siamo più europei…anzi più italiani di quanto voi pensiate.

Popolo siriano e popolo kurdo. La Turchia sembra interferire in modo nemmeno poi tanto velato. 

Una situazione complicata dove in gioco non ci sono solo i siriani lealisti ed i siriani anti- Assad. C’è un vespaio di nazioni che sostengono l’Isis ed altre nazioni che sostengono Assad. Vi è l’erronea idea che i turchi detestino i siriani. E’ evidente che il problema non è culturale o razziale ma esclusivamente politico. E’ Erdogan – con le potenze internazionali che influenzano l’Europa ed il mondo – ed i gruppi di potere legati a lui, che hanno deciso questo intervento. Non il popolo turco.
Lo stesso vale per i kurdi. Questa regione è un meraviglioso ponte tra Medio Oriente ed occidente. Occidente che continua a foraggiare sia con medicinali che con armi questa popolazione. Occidente che si ostina a volere lo scontro. Occidente – attenzione!Parlo dei poteri forti e non dei popoli – quindi responsabile degli attentati contro la popolazione civile turca. Nessun rancore contro i kurdi. La mia è una discriminazione verso chi si macchia, direttamente ed indirettamente, di queste atrocità. Non odio i kurdi. Odio i terroristi. Che siano kurdi, inglesi, italiani, giapponesi o tedeschi.

Il laicismo turco è la rivoluzione più grande compiuta dal kemalismo. Ancora sembra reggere anzi sembra evolversi nonostante le recenti scelte politiche di Erdoğan. Tu come vivi la religione?

Non sono molto religioso. La mia generazione si è un po discostata dalla ritualità religiosa ma conserva una morale. Aiutare il prossimo, non rubare. E non necessariamente serve un Dio per essere una persona migliore.
Tutto questo è frutto di una grande mente : Atatürk. Il padre della moderna, indipendente e laica Turchia.
Mi rivedo molto in una sua citazione : “La religione è una istituzione importante. Una nazione senza religione non può sopravvivere. Ma è anche molto importante notare che la religione è un legame tra Allah e il singolo credente. Coloro che usano la religione a proprio vantaggio sono un abominio. Siamo contrari a una situazione del genere e non lo permetteremo. Coloro che hanno usato la religione per scopi extrapersonali, hanno ingannato il nostro popolo; è contro queste persone che abbiamo combattuto e continueremo a combattere. Sappiate che tutto ciò che è conforme alla ragione, alla logica, alle materiali esigenze della nostra gente, è anche conforme anche per l’Islam. Questa è la religione perfetta, la religione finale “.
Anni di battaglie ed ora ci ritroviamo Erdoğan che ottiene successi tutte le prestazioni servendosi del sentimento religioso. E’ un po frustrante.

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Biagio Finocchiaro

Mafia, libri, vacanze, satira, costume, interviste, viaggi, politica internazionale e forse qualcosa in più. Potete pure evitare di leggerlo. Nulla di eccezionale. Credetemi. Tanto scrive quando vuole, di ciò che vuole e soprattuto se vuole. Al massimo un pizzico di acido sarcasmo e qualche discreta invettiva, molto buon disordine, svogliatezza, prolissità patologica, ingenuità congenita. Nulla più di un calabrone che, nella disperata voglia di fuggire via, si schianta e si rischianta contro il vetro di una finestra.

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