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La protesta dei Gilet Arancioni: “Si ritorni alla vecchia lira”

Una protesta pacifica per lanciare il  grido disperato di cittadini ed imprese contro le istituzioni.

Stamattina, il movimento dei “Gilet arancioni” ha promosso un sit-in nelle piazze di tutta Italia. Anche Catania ha aderito: i cittadini hanno sfidato il tempo nuvoloso per protesta pacificamente in piazza Università alla presenza delle forze dell’Ordine.

Cosa chiedono i Gilet Arancioni?

Unitamente le Partita Iva da Nord a Sud fino al movimento artigiani e confederati chiedono un nuovo governo nazionale, una nuova moneta nazionale e l’elezione di un’assemblea costituente.

«Solo uniti potremo lottare contro “l’usorocrazia” e le lobby che  stanno rovinando il nostro Paese -afferma la portavoce catanese del movimento- dobbiamo riprenderci la sovranità».

Una delle richieste più pressanti al Governo è la sovranità monetaria, dunque una nuova moneta di proprietà del popolo italiana senza debito, come la vecchia lira.

«Nel trattato di Lisbona si prende in considerazione solo la moneta legale come l’euro. Nessuno Stato ha il divieto di coniare una moneta parallela che possa andare subito in soccorso di aziende e famiglie. Le altre nazioni lo hanno già ottenuto: basta aprire la zecca di Stato», proseguono i Gilet Arancioni

«Abbiamo diritto di emanare tutte queste politiche economiche e monetarie. Ci siamo trovati senza denaro, attività, lavoro e sussidi promessi ma mai mantenuti. Serve denaro direttamente sui conti correnti di famiglie e imprese perché il popolo deve poter mangiare! Si deve muovere la piccola-media impresa italiana, il “Made in Italy”. I negozianti sono costretti chiudere, ma ci chiedono nonostante le difficoltà di pagare le tasse.  Come fa la gente a pagare lo Stato se non può neanche mangiare?»

La proposta dei Gilet Arancioni consiste in finanziamenti a fondo perduto elargiti tramite “biglietti” di Stato, senza debito e  di proprietà del popolo. Distribuendo dei fondi sia elettronicamente circuito postale o in maniera cartacea. Altra soluzione è rintracciata in un sussidio “per diritto” a tutti i cittadini residenti in Italia.

«Infine chiediamo che per un periodo adeguato a far rimettere in forza le imprese italiane, siano sospese tutte le imposte», conclude la portavoce del movimento che oggi, in tutta Italia, pretende dal governo ascolto in un momento di crisi sanitaria ed economica.

E.G.

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Redazione

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