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Giarrusso aveva chiesto l’immunità perchè non poteva permettersi le spese legali

“Una condanna per dire la verità è cosa quantomai incerta, mentre le parcelle per le attività difensiva sono cosa certa” lo spiega il senatore Mario Michele Giarrusso che aveva invocato per sè l’immunita parlamentare per evitare il processo per diffamazione scaturito dalla denuncia della parlamentare Pd Maria Greco.

I retroscena sul perchè il senatore pentestellato faccia richiesta dell’immunità viene a galla su facebook durante uno scontro tra Giarrusso e l’ex M5S oggi referente nazionale di Terra Nostra (FdL – An) Debora Borgese.

La querelle sul social assume toni interessanti e illuminanti. “Purtroppo il cervello non si può comprare, ma l’avvocato si deve pagare – scrive Giarrusso – Chi irride alla questione che ho posto (le spese legali) o sono in malafede come la debora borgia (si chiama Borgese ndR) in questione oppure sono veramente poco intelligenti.”

La Borgese risponde  “con il suo stipendio parlamentare non può permettersi un avvocato? Ma mi faccia il piacere! Prenda esempio da certi suoi colleghi onorevoli che, ad altri colleghi onorevoli e avvocati, hanno affidato mandati per cause civili. Guardi, mal che vada, potrebbe chiedere alla cognata dell’avv.to Fiumefreddo, essendo penalista regolarmente assunta dal gruppo M5S ARS, di darle una mano. Oppure potrebbe rivolgersi allo studio legale dell’avv.to Giurdanella per trovarle un buon penalista a basso costo. Oppure ancora, ha sempre il “dirimpettaio” del suo studio. Le ricordo, tra l’altro, che esiste il gratuito patrocinio per chi effettivamente non gode delle disponibilità economiche per provvedere al pagamento di un avvocato difensore… ma lei evidentemente non vi rientra, altrimenti non avrebbe chiesto l’immunità.”

Il confronto/scontro social si prolunga, partecipano anche altri utenti come si vede nella foto sotto, c’è chi ricorda al senatore Giarrusso le spese di vitto e alloggio sostenute a Roma.
Insomma per Mario Giarrusso, cittadino catanese 5 stelle al Senato della Repubblica, non sono stati giorni facili soprattutto dopo che la Giunta delle immunità ha dato parere contrario all’applicazione dell’articolo 68 della Costituzione sull’immunità parlamentare.

La Borgese di Walter Rizzetto (Borgia per Giarrusso ma solo per lui) ci guadagna invece sperticate lodi sui social.

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Fabiola Foti

38 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 20 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente assistente parlarmentare con mansioni di Ufficio Stampa presso il Parlamento Europeo. Fondatore della testata online L'Urlo.

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