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Giarrusso: “La mafia comanda a Catania”

Durissimo intervento del senatore Pentastellato Mario Michele Giarrusso, che dalla sua pagina Facebook si scaglia contro il primo cittadino di Catania Enzo Bianco.

“La mafia comanda a Catania era il titolo di un libro di molti anni fa. – scrive Giarrusso –
Purtroppo, grazie alla amministrazione Bianco, questa frase ha assunto un nuovo e più attuale significato.
L’amministrazione Bianco infatti ha riportato la nostra città nel gorgo più nero della commistione tra politica affari e mafia.
Prima con l’affare del PUA e l’intercettazione col noto indagato per mafia Ciancio, avvenuta prima ancora che Bianco venisse eletto.
Poi – continua – le inaugurazioni di attività “culturali” con soggetti notoriamente collegati con le cosche mafiose (affare Empire); quindi l’emersione di collegamenti tra eletti al consiglio comunale e le cosche mafiose.
Adesso il capolavoro: si revoca un appalto ad una ditta che se lo era aggiudicato per assegnarlo ad un’altra ditta che sarebbe risultata sotto il controllo delle cosche.
Il tutto, secondo l’ineffabile amministrazione Bianco, applicando “…il massimo rigore, con l’obiettivo di dimostrare, per l’ennesima volta, che la nostra Amministrazione è impermeabile ad ogni forma di condizionamento mafioso…”.
I fatti però, parlano chiaro: qualunque altra amministrazione sarebbe stata già sciolta per mafia da tempo.
Invece, si lascia proseguire questa agonizzante Amministrazione, nella sua azione amministrativa, ormai in balia dei peggiori elementi della criminalità mafiosa catanese, quali il noto Buda.
L’inerzia della Prefettura assume ormai contorni gravissimi dei quali bisognerà rispondere nelle sedi opportune.
Come Movimento 5 Stelle, – conclude-  quindi, chiederemo la convocazione urgente del Ministro dell’Interno e del suo Prefetto catanese, presso la Commissione Antimafia, affinché rispondano delle ragioni di questa gravissima e colpevole inerzia.
Convocare il Sindaco Bianco, anche alla luce della precedente, inutile, audizione appare ormai una perdita di tempo.
Saranno altre le sedi in cui questa amministrazione dovrà rispondere del suo operato.”

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Redazione

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