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Giarrusso “detto Iena” per fare politica: È un soprannome

Botta e risposta fra la redazione de Le Iene e Dino Giarrusso. Il candidato del Movimento 5 Stelle dice la sua con un commento sui social.

Dino Giarrusso “detto Iena”, accusato di utilizzare ‘Le Iene’ per fare politica, lui risponde: si tratta di un soprannome.

Le Iene lo accuserebbero infatti di utilizzare il loro nome e la divisa di loro pertinenza per fare campagna elettorale.

Ecco quanto dichiara l’ex iena:

“Scrivo questa nota per chiarire rapidamente un punto importante: sulla scheda elettorale (e di conseguenza sui volantini elettorali) ci sarà scritto “Dino Giarrusso detto iena” perché nella mia Sicilia, in Sardegna e in molte altre parti d’Italia ci sono tantissime persone che tuttora mi chiamano così: iena. Come fosse un soprannome, un alias.

E molti che mi chiamano così non ricordano magari correttamente il mio vero nome, storpiandolo spesso in Gianrusso.

Per questa ragione se non avessi fatto scrivere “detto iena” sulla scheda, avrei visto annullare chissà quante preferenze. La legge prevede di poter citare il proprio soprannome proprio per evitare che la volontà dell’elettore non venga rispettata, ed un voto liberamente espresso venga annullato.

Ciò detto: Le iene sono il programma televisivo più libero che esista. La mia scelta di aderire al Movimento Cinquestelle è assolutamente personale, e all’interno della redazione ci sono sensibilità politiche di ogni genere, simpatie ed antipatie per tutte le forze politiche esistenti.

Quando ho scelto di fare politica attiva ho deciso, comunicandolo immediatamente al creatore del programma e alla produzione, che avrei lasciato quel (bellissimo!) lavoro perché non credo sia giusto essere ad un tempo controllore e controllato.
Dunque se qualcuno vuole strumentalizzare il programma o vuole fare altre polemicuzze povere sulla mia candidatura, mi fa solo tenerezza. Citando un mio soprannome sulla scheda elettorale ho solo esercitato un mio diritto previsto dalla legge, tutelando la volontà degli elettori e ad un tempo la mia persona.

P.S.
Chiudo ricordando quanti e quali giornalisti abbiano fatto politica in Italia, e in quali partiti:
Antonio Polito attuale vicedirettore del Corriere (Margherita/PD), Lilli Gruber (Ulivo/PD), Augusto Minzolini già La Stampa e direttore del TG1 (Forza Italia), David Sassoli già vicedirettore TG1 (PD), Michele Santoro (Ulivo/PD), Curzio Maltese di Repubblica (lista Tsipras), Piero Marrazzo del TG3 (PD), Renato Farina di Libero (Forza Italia), Piero Badaloni del TG1 (Ulivo/PD), Tiziana Panella (PD) Tommaso Cerno di Repubblica (PD), Giorgio Mulè (Forza Italia), Giovanni Toti (Forza Italia), Framcesca Barra (PD), Andrea Ruggieri (Forza Italia), Fabrizio del Noce (Forza Italia), Corradino Mineo (PD), Nino Rizzo Nervo del TG3 (PD), Massimo Mucchetti (PD), Andrea Sarubbi (PD), Antonio Tajani (Forza Italia), Barbara Spinelli (lista Tsipras) e tantissimi altri, fra i quali Gianluigi Paragone, io, Emilio Carelli e Primo di Nicola, tutto col M5S. Poi ci sono i frequentatori di Leopolde, fra cui l’ex-iena Pif e tantissimi giornalisti, registi, attori, cantanti e cotillons, candidati o meno.

Buona campagna elettorale a tutti, dunque: giornalisti, iene, sciacalli, cavalli, cavalieri e dame.
Ne riparliamo il 27 maggio!”

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E.F.

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Redazione

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