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Il 5 stelle Giarrusso: Magistratura e Prefetto hanno sbagliato a Catania

All’indomani del referendum il movimento 5 stelle indubbiamente si sente forte con un voto che sostanzialmente esprime protesta nei confronti di chi governa, resta da vedere se questo senso di ribellione si indirizza solo verso i governatori attuali o se esprime un generale senso di disagio nei confronti dei canonici partiti. «Il No espresso al referendum, anche se eravamo noi ad avere le piazze piene, è stato un No dei cittadini» sottolinea Mario Michele Giarrusso l’avvocato catanese che siede in senato per i pentastellati.

Luigi Di Maio presidente del Consiglio del Movimento 5 stelle?
«Luigi mi fa molta simpatia»

E Di Battista?
«mi piacciono entrambi, ma lui ha detto che non è interessato»

Di Battista è lo showman del Movimento?
«No, non è uno showman, lo hanno preso per i fondelli quando questa estate andava in giro con il motorino, invece è riuscito a fare una rivoluzione.»

Guardiamo alle vicende siciliane
«In Sicilia il movimento è forte»

E come la si mette con la questione firme a Palermo?
«Cosa sia successo a Palermo ce lo siamo chiesti tutti. Abbiamo tanti difetti ma siamo nati per combattere cose del genere. Se qualcuno ha fatto qualcosa del genere non lo ha fatto nell’interesse del movimento; come dice Grillo siamo parte offesa e non avremo riguardi per nessuno. Si farà pulizia come si fa in democrazia, essere onesti significa guardare in faccia la realtà e assumersi le responsabilità traendone le dovute conseguenze. Due deputati regionali, va reso merito a Claudia La Rocca e a Giorgio Ciaccio, sono andati dai magistrati e si sono autoaccusati e subiranno le conseguenze delle loro azioni, però dobbiamo riconosce che non hanno agito come si fa nei partiti dove si coprono gli sbagli.»

Non pensate di aver perso qualche punto?
«Si credeva si perdesse qualcosa dopo ogni espulsione ma il movimento è fatto da uomini e donne e gli errori sono ammissibili. I cittadini sarebbero invece traditi se fosse prevista una reazione adeguata nei confronti di chi sbaglia.
Grillo ha invitato i soggetti coinvolti a presentarsi ai magistrati prima che fosse la legge ad intervenire e questa è una posizione che tranquillizza i cittadini.»

Sul fronte nazionale e su quello regionale sembrate avere le idee chiare ma su quello comunale cosa farete? Alle ultime elezioni a Catania avete prodotto un buco nell’acqua
«Io mi ero espresso in quell’occasione e siamo stati giustamente puniti dal nostro elettorato.»

Ed ora come pensate di presentarvi?
«Ci sono dei gruppi che stanno lavorando non solo sul programma ma anche sui documenti che mano a mano giungono dopo la richiesta d’accesso agli atti che siamo costretti a fare, visto che siamo fuori dal comune. Questo lavoro di studio poi si traduce in interrogazioni mie e dei vari deputati.»

Parliamo dei grandi nei che colpiscono questa città
«Personalmente non capisco com’è che il prefetto non abbia ancora mandato al comune la commissione d’accesso per verificare il livello di infiltrazione dopo che gli è stato chiesto espressamente in commissione antimafia perfino dalla Bindi (Giarrusso è membro della commissione NdR). Il prefetto allora disse che avrebbe inviato la commissione d’accesso a limite solo in un quartiere ma nel frattempo hanno arrestato il consigliere di quel quartiere e ancora non si vede la commissione di accesso, ma cosa deve accadere di più?»

Quindi com’è lo stato della legalità a Catania?
«A Catania la legalità è allo sfascio e la prefettura ha anche la sua responsabilità. Il prefetto, con una scusa puerile, sostiene di aver controllato tutti i consiglieri, per vedere se quelli coinvolti con la mafia fossero in maggioranza. Così non può funzionare. Il prefetto è venuta in commissione antimafia a prenderci in giro, lei avrebbe dovuto verificare che non ci fossero infiltrazioni e condizionamenti.

Secondo lei ci sono infiltrazioni e condizionamenti?
«Ci sono appalti revocati e affidati alla mafia. Ci sono assessori che si fanno fotografare con i gestori dell’ex Empire. Abbiamo il Pua. C’è il sindaco che va a fare riunioni per parlare di legalità negli uffici di un indagato per mafia. Ciancio e Bianco sono sempre insieme. La Catalfo sta preparando una interrogazione. In qualunque altra città non sarebbe permesso sedersi con uno indagato per mafia. Ci sono comuni sciolti per molto meno ed invece questo prefetto fa finta di non vedere e sentire.»

La magistratura?
«Mi dispiace dirlo ma a Catania c’è qualche cosa che non va nella magistratura. Ci sono troppe prescrizioni che riguardano uomini politici che hanno la fedina penale pulita solo perché le indagini che li riguardavano sono andati in prescrizione. Noi chiederemo conto alla procura di questo.»

Qualche esempio?
«Ho già fatto una interrogazione su questo. Indagini chiuse in un cassetto per anni che riguardavano il comune di Giarre; le indagini su Stancanelli: quante denunce  ha fatto l’ingegnere Consoli tutte andate in prescrizione.
C’è un andazzo in Procura che noi ci aspettiamo cambi con il nuovo Procuratore Zuccaro. Non è possibile che le indagini sul comune di Catania siano affidate a giovani magistrati senza alcuna esperienza e conoscenza della città.»

Che indagine c’è in atto?
«Quella sulla liquidazione dell’Amt. Vorremmo sapere a che punto è e se c’è in corso qualche richiesta d’archiviazione fantasiosa.

A suo parere la procura impiega male le forze?
«Abbiamo tanti valenti magistrati che dovrebbero essere adibiti al vaglio delle pubbliche amministrazioni non al taglio del panettone con i possibili indagati come Bianco.
Non è un bel segnale quando viene un ex procuratore, seppure ex, a festeggiare S. Agata con Bianco come e successo Catania, per me è uno scandalo.»

Non diventa questa caccia alle streghe?
Non quando ci sono tante prescrizioni che non devono essere il modo per assolvere la politica che allora è ricattabile. La prescrizione è la morte della politica.

Lei denuncia una rete di rapporti tra la politica e la magistratura sospetta?
«C’è un ex procuratore della repubblica (Vincenzo D’Agata) che viene nominato commissario ad Aci Catena»

Il movimento 5 Stelle come reagisce alla notizia di D’Agata commissario ad Aci Catena?
«Pessima politica e pessima magistratura che partoriscono pessima nomina. Un procuratore della repubblica che va in pensione e comincia ad avere incarichi dalle pubbliche amministrazioni che avrebbe dovuto indagare è sospetto»

Parla di un meccanismo di premialità?
Noi inseriremo nel nostro programma 5 stelle delle drastiche norme: non si può andare in pensione e poi raccattare cariche a destra e a sinistra premio di chissà che cosa. Questi sono incarichi figli di cosa? D’Agata non è il primo e non è l’ultimo ex procuratore che prende incarichi e non solo in questa città.

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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