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Giacomo Rota (CGIL), allarme Teatro Massimo Bellini

Il sindacalista: "Il Governo di Musumeci è in confusione mentale"

Giacomo Rota ha messo piede per la prima volta al Teatro Massimo Bellini all’età di 6 anni. È stata la zia ad avvicinarlo all’opera lirica e sinfonica. Oggi, nei panni di segretario generale della CGIL di Catania, accompagna le maestranze a rivendicare i propri diritti di lavoratori.

L’appuntamento è fissato per martedì 30 aprile alle ore 10:30 nel foyer del Teatro Massimo Bellini dove sindacalisti e musicisti incontreranno la cittadinanza. “Sempre più vicina la paralisi dell’Ente. A rischio stipendi e stagione estiva”, un titolo che fa da eco al grave allarme che affligge l’emblema della cultura musicale catanese.

L’intervista a Giacomo Rota

Qual è il problema al Teatro Massimo Bellini?

«Entro il 30 aprile, il Teatro non sarà in grado di presentare il bilancio», afferma il sindacalista.

Sì, però ha la possibilità di prorogare al 29 giugno

«Ma come lo devono fare un bilancio se hanno avuto solo 8 milioni di euro per il 2020? È impossibile».

Sul sito non figurano i bilanci degli anni precedenti perciò non è possibile capire com’è stato gestito il Teatro sino ad oggi.

«I dati in nostro possesso li renderemo noti a breve, ma la nostra preoccupazione è quella che a un certo punto, l’anno prossimo, si arriverà ad avere zero euro dalla Regione Sicilia. E come dovrebbe fare il Teatro Bellini ad autoprodursi con tagli di questa portata alla Cultura?», si domanda retoricamente Giacomo Rota.

Però con un collegato in finanziaria la Regione potrebbe andare a colmare questo taglio in seconda battuta.

«E come si farà la programmazione del teatro? Intanto, i 300 dipendenti del Teatro Massimo Bellini come li paghi prevedendo zero euro? Così non gli si da certezza di vivere», dichiara con amarezza Giacomo Rota. «Non è che hanno fatto zero euro al netto degli stipendi… Zero euro compresi gli stipendi.Come si può fare il bilancio di previsione avendo 300 persone che lavorano a teatro?».

Proviamo a fare un salto nel passato. Quanti sono stati gli spettacoli programmati negli anni precedenti? Quanti i paganti e quanti gli accrediti? Che indotto ha avuto il teatro per le visite guidate e per l’affitto della struttura?

«Questo non me lo posso ricordare perché ho tutti i documenti in ufficio e in questo momento sono per strada. Poi, non mi occupo del Teatro Massimo Bellini ogni giorno, quindi non sono in grado di darti risposte subito», ammette. Giacomo Rota dunque incalza: «Una cosa però è certa: in Italia nessun teatro è autonomo economicamente. Le grandi associazioni culturali dipendono dal Ministero, dalla Regione… Se la Sicilia decide di recidere le sue più grandi associazioni culturali è libera di farlo. Ma è una scelta politica. Stanno scegliendo di distruggere».

Potrebbe invece esserci una strategia dietro per prendere tempo e vederci chiaro sulla gestione del teatro considerato che a giugno dovrebbe scadere il mandato del Sovrintendente Roberto Grossi?

«Possono avere tutte le strategie che vogliono, ma a 300 dipendenti non puoi destinare zero euro! Tra questi 300 dipendenti ci sono professori d’orchestra, il coro, maestranze… Come fai a dirgli “Non vi paghiamo più”? Questo vuol dire che dismettono il teatro. Così facendo il governo Musumeci si rende responsabile di un “delitto” verso questa città».

Come abbiamo fatto a ridurci in questo modo?

«Perché secondo me questo governo non sa più a che Santo votarsi. Il Governo di Musumeci è in confusione mentale: non sono nella condizione di avere un progetto e un programma per la Sicilia. Questo dobbiamo dire».

Qual è stato l’ultimo spettacolo al quale ha assistito al Teatro Massimo Bellini?

«Ho visto quest’anno al Bellini la prima di un’opera lirica… però devo ricordarmi come si chiama», tentando di ricordare ed entrando nel pallone. «Io frequento il teatro, sono stato anche abbonato. Non ho rinnovato l’abbonamento solo perché non riesco a mantenere una cadenza. Ma io di solito ci vado. A me la lirica e l’opera sinfonica piace. Pure mia madre lo frequenta, e anche lei paga».

Ma l’abbonamento lo paga o usufruisce degli accrediti?

«Io non ho mai accettato biglietti gratis, tranne quando ci hanno invitato per motivi particolari. Ma non mi farei dare mai un abbonamento gratis. Mai! Con le istituzioni in crisi, noi le dobbiamo sovvenzionare».

Soprattutto per il bene delle maestranze…

«Sono lavoratori che hanno sempre lavorato: hanno un obbligo contrattuale di lavorare e lavorano. Poi, se ci sono problemi si affrontano. Ma al di là di ogni cosa, ci possono essere tutte le criticità di questo mondo ma una grande città come Catania e una regione come la Sicilia non possono lasciare morire il Teatro Massimo Bellini. Il Teatro Massimo Bellini non può chiudere. Se Nello Musumeci e Salvo Pogliese lo faranno chiudere, avranno fallito», sentenzia il segretario generale dell CGIL di Catania. «Se ci cono problemi con i lavoratori chiamano i sindacati, ci sediamo e ne parliamo. Io non credo, ma qualora ci fossero io sono pronto a sedermi e a discuterne. Se c’è qualcuno che non fa il suo dovere e lo possono provare, che lo licenzino!».

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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