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Gettonopoli Acireale: “si sono venduti per un arancino”, le reazioni in piazza Duomo

“Gettonopoli” è stata una vicenda dalla forte risonanza mediatica. I casi che sono emersi dai verbali delle commissioni hanno scosso violentemente l’opinione pubblica che ha mostrato indignazione, sconforto e rabbia generale. la “Gettonopoli di Acireale” è stata trattata anche da molte reti nazionali, questo ha contribuito ad alimentare la disapprovazione degli acesi, che hanno visto la propria città gettata nel calderone dei comuni corrotti e scialacquatori di denaro pubblico, come se già i problemi non fossero abbastanza. Sicché i gruppi extraconsiliari hanno sentito il bisogno di un incontro aperto con la cittadinanza così da poter ulteriormente spiegare e approfondire punto per punto Gettonopoli:“Nunte reggae più”, dalla celebre canzone in cui Rino Gaetano cantava le mediocrità e le contraddizioni della politica ha preso il nome la manifestazione; denominazione eloquente che sottolinea il risentimento su quanto è emerso dai verbali: quei famosi gettoni intascati in modo troppo facile e giustificati con fare ammaliante, stesso fare che avrebbe il pavone nel compiere la sua danza.

 

La manifestazione ha visto il susseguirsi di interventi dei componenti di Acireale Bene Comune, Officina Acireale e del Movimento Cinque 5 Stelle, tutti con la comune idea di non fermarsi alla critica effimera, bensì di continuare a fare politica in città, anche con manifestazioni come questa, e vigilare sulle attività consiliari. L’iniziativa ha avanzato delle proposte: la diminuzione del Gettone di presenza in commissione da 63 a 56 euro; retribuire soltanto due sedute di commissione a settimana in modo da far coincidere una seduta con quella del consiglio comunale, così da pagare un solo gettone al consigliere; i promotori di “Nunte reggae più” chiedono inoltre le dimissioni del presidente del consiglio comunale Rosario Raneri, indicandolo come non garante dello giusto svolgimento delle attività dei consiglieri comunali, le dimissioni di Raneri sarebbero altresì un segno netto di cambiamento con quello che rappresenterebbe il passato recente e un segno di pacificazione tra il consiglio comunale e la città. Si chiede, infine, il mantenimento del segretario di commissione nella persona di un funzionario pubblico, al fine di garantire l’imparzialità con correttezza e trasparenza.

 

I sentimenti raccolti in piazza Duomo da parte dei cittadini presenti sono vari, anche se naturalmente echeggia l’indignazione, chiaro sfondo in tutte le parole dei cittadini, soprattutto nelle parole di chi aveva dato fiducia a questi consiglieri – che oggi sono sia in maggioranza che in opposizione – ammettendo che non li voterebbero.
“ Si sono venduti per un arancino – ci dice una signora che ha guardato con fiducia la voglia di rinnovamento mostrato in campagna elettorale dell’attuale compagine che governa Acireale – chiedere scusa è il minimo che dovrebbero fare “.

Continuano gli intervistati: “fare il consigliere è una scelta, non è né una rendita o un lavoro che deve permettere a qualcuno di “mangiare” con i soldi dei cittadini. C’è da scandalizzarsi per la quantità di tempo dedicata alle commissioni: ovvero il minimo indispensabile per prendere il gettone, ma da questo consiglio sarebbe stato strano aspettarsi qualcosa di più serio. Il mio auspicio sarebbe che queste forze extraconsiliari presenti oggi in piazza facciano politica da fuori, come sta avvenendo stasera. Non è cambiato niente con la precedente amministrazione, con il precedente consiglio. Non hanno chiesto nemmeno delle scuse, in cambio hanno preferito continuare sulla linea dell’arroganza, figuriamoci se chiederanno le dimissioni, la cosa che avrebbero dovuto fare. La città ne è uscita stremata dalla figura che Acireale ha fatto nel panorama nazionale”.

Questo è il sentimento generale dei cittadini presenti in piazza, una piazza che tuttavia non registra una presenza massiccia, la partecipazione è stata esigua.
Alla domanda, del perché nonostante tutto i cittadini potrebbero riconfermare sempre le stesse classi politiche, sempre gli stessi consiglieri nonostante episodi del genere, le risposte sono dirette: si ha la consapevolezza della voglia di non cambiamento di molti acesi, che sono legate ancora alle logiche di certe fazioni politiche, con un rapporto diretto attraverso i Caf e il singolo favore del politico di turno. La soluzione netta per buona parte dei presenti sarebbe di votare i gruppi consiliari presenti, ma sarebbe ancora meglio disertare il voto.

Intanto le ultime reazioni del sindaco Roberto Barbagallo denotano cautela e apprensione, ma allo stesso tempo non determinano chiarezza. La giunta, insieme al consiglio comunale, vuole ancora “verificare” il da farsi, anche se alcuni consiglieri sono convinti che bisogna dare un segnale forte alla città, partendo dalla riduzione del gettone di presenza. Tuttavia questa decisione sembra non essere accolta da tutti componenti del consiglio.

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