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Gettonopoli Aci Catena, parte l’esposto alla Procura di Catania degli attivisti e del Senatore Giarrusso

Un altro caso Gettonopoli, stavolta ad Aci Catena, ne avevamo già parlato mesi fa.

Il Sen. Mario Giarrusso, facendosi portavoce degli attivisti locali, ha presentato alla procura la documentazione relativa all’attività pubblica del consiglio comunale del comune di Aci Catena nel periodo giugno 2014 gennaio 2015.
Ne ha discusso oggi pomeriggio nel corso di una conferenza stampa a Catania: «Gli attivisti hanno verificato a campione, richiedendo i verbali della commissioni consiliari, l’andamento dei lavori. È emerso da questi una particolare anomalia, cioè che diversi consiglieri comunali risultavano essere presenti in più commissioni il medesimo giorno e la medesima ora. Addirittura qualcuno in tre commissioni. All’autorità giudiziaria chiediamo di valutare la correttezza di gettoni per presenze impossibili».

«La Procura in questo modo – secondo il Senatore – ha la possibilità di verificare se questi gettoni sono frutto di attività pubblica e avviare indagini che non riguardano solo i mesi monitorati ma anche gli anni precedenti».
Altra vicenda curiosa riguarda la liquidazione dei gettoni di presenza. Rispetto a queste, infatti, dai verbali emergono delle discrepanze. Ad esempio, Giarrusso fa riferimento ad alcuni consiglieri che pur attestando 160 presenze hanno ricevuto l’emolumento per 165 gettoni, altri su 99 presenze 112 gettoni e così via. Il consigliere Aleo aveva qualche tempo fa interpellato da L’Urlo sostenuto una sua tesi.
L’esponente del M5S denuncia pure la presenza Commissioni “farlocche”. Non avrebbe senso, anche secondo il parere degli attivisti presenti, riunirsi svariate volte per parlare di eventi di due anni fa, come un incendio di cui non c’è più traccia.
Queste verifiche da parte degli attivisti riguardano anche altri comuni, come Aci Castello: «Tutti i nostri attivisti ormai si sono mossi in tal senso – conclude il Senatore Gianrusso – e stanno chiedendo tutti i verbali e stanno verificando questo andazzo. Samo arrivati noi e abbiamo scoperto il gioco».
Il gioco sarebbe quello effettuato dai consiglieri a danno dei cittadini e della collettività, ovvero quello di cercare di aumentare gli emolumenti facendo così che si arrivi a percepire anche più 1000 euro al mese. Un vero e proprio stipendio, insomma.

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