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Gettonopoli Aci Catena, M5S “consiglieri presenti in più commissioni contemporaneamente”

Il caso “Gettonopoli” tiene banco ad Aci Catena. Durante la conferenza che si è tenuta stamane presso l’ex Cine Savoia, gli attivisti del Movimento Cinque Stelle hanno illustrato i costi riguardanti i gettoni consiliari che gravano sull’ente comunale. Lo studio dei costi consiliari va avanti dal gennaio scorso, dopo aver fatto richiesta di accesso agli atti. I pentastellati, insieme all’onorevole Angela Foti, proseguono il lavoro svolto degli attivisti in altri comuni; non ultimo il caso eclatante di “Gettonopoli Acireale”. Nella “città del limone verdello”, la calda questione “Gettonopoli” è stata trattata nei giorni scorsi anche dal Gruppo extraconsiliare “Aci Catena Bene comune”, il quale aveva presentato un prospetto conteggiando i costi della macchina consiliare, costi che toccavano mezzo milione di euro in due anni.
Da quanto verificato dai Cinque Stelle, Aci Catena non risulterebbe essere come la vicina Acireale, dove i consiglieri accedevano con molta facilità al famigerato gettone di presenza, ciò nonostante la situazione risulta allo stesso modo delicata.
I venti consiglieri catenoti si muovono come equilibristi in nove commissioni, numero che sembra essere esagerato per venti consiglieri. Le nove commissioni rappresentano infatti un’anomalia bella e buona del comune di Aci Catena. Ma la cosa che scatena più clamore è la presenza dei consiglieri comunali in più commissioni contemporaneamente. Dai verbali infatti si evince più volte come il consigliere sia abile a praticare – a dire del M5S – “il dono dell’ubiquità”.  “semplici dimenticanze del singolo nel segnare l’ entrata e l’uscita dalla commissione – dicono – o stratagemmi architettati per ottenere più gettoni di presenza nella stessa giornata?”. Su questo il Movimento Cinque Stelle valuterà se affidarsi alla magistratura.
Dai verbali emerge pure che in diverse commissioni ci sono sedute che durano il tempo necessario per acquisire il gettone di presenza. In una giornata vengono svolti anche più riunioni di commissioni, in cui tanti consiglieri si spostano, intascando così anche più gettoni nella stessa giornata.
Altro caso degno di nota: spesso più commissioni lavorano sulla stessa proposta di delibera. Due commissioni diverse contano 32 presenze equamente divise per trattare lo stesso punto, con i relativi sopralluoghi che gravano sull’ente comunale per un lavoro che potrebbe essere svolto da un solo gruppo. Infine, i verbali parlano della Consulta Giovanile, organo mai attivato ad Aci Catena.
Ad iniziare il dibattito l’onorevole Angela Foti, che mettendo l’accento sul numero elevato delle commissioni, tuttavia ha fatto notare come, a differenza di Acireale, le sedute di consiglio comunale sono di un numero nettamente inferiore: Aci Catena ha la media di un consiglio comunale al mese, a fronte degli otto dei colleghi acesi. Ad Angela Foti è succeduto Bartolo Tagliavia, massimo rappresentante dei Grillini catenoti, che ha illustrato il lavoro fatto dal suo gruppo sulla tematica, spiegando che “il Movimento Cinque Stelle non esige le dimissioni, ma propone una integrazione, nonché modifica, del regolamento che presenta molte lagune: non sono specificati né i criteri di cumulabilità, né i parametri necessari per il conseguimento del gettone”. La ricetta del Movimento Cinque Stelle inizia con la riduzione delle commissioni, dalle nove attuali a quattro; in modo da favorire uno snellimento burocratico e non permettendo al consigliere di essere presente in più riunioni allo stesso momento. Dimezzare il gettone di presenza,portandolo dagli attuali 51 euro a 33. Mettere un numero massimo di tre commissioni a settimana. Introdurre la diretta streaming delle sedute consiliari, proposta lanciata diversi mesi fa dai gruppi extraconsiliari insieme ai consiglieri di opposizione, ma che non è efficace in quanto necessita di regolamento.
“Tra i costi di commissione, consiglio comunale e spese dei capigruppo, l’onere che pesa sulle spalle dell’ente è di 210,000 euro l’anno; noi proponiamo un tetto di 13 sedute al mese con un costo massimo 672,20 euro al mese. Potremmo risparmiare 91000 euro da investire nelle politiche sociali.”

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