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Gettoni ad Aci Sant’Antonio. Costi abbattuti del 75%, ma tra i veterani c’è chi ha guadagnato oltre 100mila euro

ESCLUSIVA – Dopo quanto è emerso dagli ultimi scandali di Gettonopoli in Sicilia, che hanno colpito indistintamente città importanti e piccoli centri, verrebbe da pensare di abolire i consiglieri comunali con relative commissioni. E invece no; c’è sempre il trucco. Tra i tanti comuni c’è sempre l’eccezione, visto che la regola sembra essere l’immensa e sproporzionata spesa per i famosi gettoni. Aci Sant’Antonio confina con quella Acireale dei verbali di pavoni, grigliate, tombole e tanto altro. Quella Aci Sant’Antonio che è politicamente vicinissima all’onorevole Nicola D’Agostino, guida politica della città dei cento campanili.

 

Si è parlato di cambiamenti di regolamento, leggi e congiunzioni astrali, ma la storia di Aci Sant’Antonio fa emergere un altro dato. Il Paese etneo ha ormai da un po’ di tempo il gettone di presenza al minimo consentito dalla legge per la sua fascia, 34 euro lordi; ma se si analizzano i dati delle sedute delle commissioni consiliari e dei consigli comunali si scopre anche che negli ultimi due anni, ovvero da quando è insediata la nuova amministrazione, c’è stato un radicale abbattimento del numero delle sedute di commissioni e consigli, e quindi dei relativi costi. Se il 2013 può sembrare un anno poco obiettivo perché si tratta di un anno a cavallo tra le due amministrazioni, il 2014 rappresenta invece un dato inequivocabile.

 

Il Consiglio Comunale nel 2011 e nel 2012 conta 84 e 74 sedute costando all’Ente quindi rispettivamente per anno circa 47.000 euro e 40.000 euro, nel 2014 il Consiglio Comunale si è radunato solo 38 volte e non ha superato il costo di 16.000 euro, decisamente meno della metà. Stessa sorte per le commissioni consiliari (sei in tutto): nel 2010 erano 586 sedute totali, nel 2011 invece 494 e nel 2012 erano 316; nel 2014 sono scese a 220 ed in termini di costi si passa dai circa 92.000 euro del 2010, 77.000 euro del 2011 e 43.000 euro del 2012, ai 26.000 del 2014, una riduzione di più del 75% addirittura rispetto al 2010.

 

Tutto questo senza attuare modifiche statuarie o regolamentarie, ma assumendo semplicemente un atteggiamento rigoroso nei confronti dell’etica pubblica. I cosiddetti costi della politica sono stati tagliati ulteriormenteuno dei primi provvedimenti approvati dalla Giunta Caruso, appena insediatasi, è stato infatti la riduzione del 25% dell’indennità del Sindaco, degli Assessori e del Presidente del Consiglio con il conseguente risparmio di quasi 36.000 euro annui, insomma non proprio bruscolini.

Ma in consiglio comunale non sono tutti favorevoli a questo andazzo. Il consigliere Orazio Pulvirenti nell’ultima seduta, quella del 8 maggio 2015 si è lamentato proprio citando il caso di Acireale, ma non per elogiare l’oculatezza delle convocazioni delle commissioni, tutt’altro. [GUARDA IL VIDEO A 1.22.00]

Orazio Pulvirenti
Orazio Pulvirenti

“Ad Acireale fanno 3 sedute a settimana e noi ne facciamo tre l’anno, pertanto chiedo – riferendosi al Presidente del consiglio comunale – di prendere provvedimenti nei confronti del consigliere Rosario Pappalardo presidente della II commissione”

 

 

Alfio Puglisi
Alfio Puglisi

Nella stessa commissione, la II, c’è anche il consigliere Alfio Puglisi che rimprovera il fatto che non sia stata convocata la commissione nonostante le richieste avanzate. Il presidente della II Commissione Pappalardo ha però risposto ai consiglieri che non c’erano motivazioni plausibili per convocare una commissione che praticamente non si sarebbe potuta occupare di nulla oltre ad intascare il gettone per la seduta.

Puglisi è andato su tutte le furie anche perché nell’ultima consiliatura è stato tra i consiglieri più pagati. Nell’ultima consiliatura ha incassato oltre 60 mila euro, consigliere comunale ininterrottamente dal 1994 il suo totale è di 105.095, 96 € di gettoni di presenza in questi anni, almeno fino all’Aprile 2013, ultimo dato disponibile fornito dagli uffici comunali. In consiglio però ha lanciato la proposta di abolire i gettoni di presenza e destinarli per scopi sociali, resta da capire se vorrà contribuire anche con il tesoretto che ha accumulato in questi lunghi anni di attività politica.

Una volta tanto un paese in dissesto finanziario come Aci Sant’Antonio che spesso ha avuto una risonanza mediatica per cose di discutibile valore o onore, dai manifesti con Verdone alle discariche abusive, passando per i prediciottesimi è importante che gli si riconosca la possibilità di essere un esempio per tutti i comuni siciliani, almeno una volta, a cominciare dalle città immediatamente vicine come per esempio quella dei cento campanili, o meglio dei cento gettoni. Ad Acireale il sindaco Barbagallo aveva promesso in campagna elettorale di essere disposto a tagliare le indennità della giunta ma poi non se ne è saputo più nulla.

La seduta è conclusa.

[Foto Images Money Flickr]

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Redazione

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