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Genocidio armeno. Una ferita ancora aperta?

In Europa sembra ancora bruciare la ferita per il poco conosciuto genocidio armeno. In molti hanno cercato di far conoscere al mondo questa grande tragedia ma tutto è sempre passato in sordina. Sin dal 1902 il giovane giornalista Benito Mussolini gridava invano sulle pagine de “L’Avvenire del lavoratore” quello che si stava inesorabilmente consumando in Anatolia : “Vi è un popolo che cade” scriveva il futuro capo del fascismo. “Un intero popolo, generoso ed obliato, che ogni giorno lascia a brandelli la sua carne, la sua libertà, le sue tradizioni per una insanguinata strada di rovine. Il telegrafo quotidianamente annunzia i massacri consumati dai Kurdi sugli armeni; nessuno sfugge al macello: un giorno un capo kurdo, dopo aver incendiato un villaggio, ordinò si legassero tutte le donne, commise su di esse atti di ferocia inaudita e le fece morire fra orribili torture”.
Ne il cinema ne la letteratura ne la musica sono riuscite a far conoscere al mondo una tale immane tragedia. Ne il mondo conosce le gesta di eroi come Giacomo Gorrini , italiano non a caso sepolto a Yerevan , capitale armena. Eppure le foto dell’epoca e le cifre parlano chiare.
Oggi , dopo le dichiarazioni di Papa Francesco e dopo il riconoscimento dell’eccidio da parte dell’Unione Europea , sono il presidente turco Erdogan ed il primo ministro Davutoglu ad entrare in aspra polemica con chi , riconoscendo la responsabilità turca nel massacro di centinaia di migliaia di civili armeni , avrebbe “aderito al fronte del male”.
Ho cercato quindi di interpellare due studentesse , una armena ed una turca , non tanto per entrare nel merito storico quanto per capire i concreti passi avanti fatti dai due popoli per una serena riappacificazione.

Cosa pensi del genocidio armeno?

Yasemin , studentessa turca
Yasemin , studentessa turca

Yasemin , studentessa turca : “ Non sono sicura se chiamare questa situazione “sterminio” , “deportazione” , “massacro” o utilizzare altri termini. Non c’è una versione ufficiale o sicura riguardo questo accadimento. Abbiamo sempre ricevuto un solido insegnamento storico ma non abbiamo mai sentito parlare di “sterminio” . Piuttosto si è parlato di “deportazione”. Alcune fonti parlano di molti morti ma in Turchia non c’è alcuna certezza a riguardo. In molti non credono al massacro. Nel caso questo genocidio sia in futuro confermato , non posso che rammaricarmi per i tanti innocenti morti per mano turca. Per ora però aspetto un inequivocabile chiarimento storico da parte di entrambe le parti.”

Tigranuhi , studentessa armena : “Il genocidio è storia accertata. Dopo il 1894 , con il Sultano Hamid , molti armeni furono deportati e massacrati. Si parla di 1.500.000 vittime. Civili uccisi in più epoche sempre per mano turca-ottomana”.

Nei giornali , nei salotti intellettuali , nei dibattiti politici turchi si parla di questo evento?

Yasemin , studentessa turca : “ Tutti adesso in Turchia parlano di questo evento. Fino a 10 anni fa era difficile creare un dibattito in merito a questo episodio. Adesso qualcosa si sta muovendo. E’ il popolo turco che vuole capire. I giornali ad esempio titolano polemicamente con “Il cosiddetto massacro armeno” ma è già un fatto che se ne parli. Lo stesso dicono molti politici. C’è molto scetticismo intorno alla parola “genocidio” ma c’è ugualmente voglia di capire. Alcuni etichettano la questione solo come una “deportazione”, altri negano tutto , altri ancora parlano di genocidio”.

Tigranuhi , studentessa armena
Tigranuhi , studentessa armena

Tigranuhi , studentessa armena : “Ci sono opinioni diverse riguardo questo evento . La politica ufficiale turca rifiuta che tutto ciò sia davvero accaduto . Ma gli intellettuali e molti giovani turchi dibattono e spesso accettano le dinamiche di questo orrendo evento.”

Tu credi sia possibile un concreto avvicinamento tra i due popoli?

Yasemin , studentessa turca : “Certo. Noi turchi non abbiamo certezze riguardo le reali dinamiche di questo evento ma se questo massacro è realmente accaduto , non possiamo che unirci al dolore del popolo armeno. E’ tutto in mano ai nostri politici. Spero vivamente ci siano delle mosse politiche affinchè entrambi i paesi facciano un passo in avanti in tal senso.

Tigranuhi , studentessa armena : “Certo. Ho molti amici turchi. I due popoli sembrano avere buoni rapporti ma è un problema legato alla politica ed alla diplomazia. Spero si risolva anche in questo campo.”

Hai sentito le ultime dichiarazioni di Papa Francesco e delle istituzioni dell’Unione Europea? Che opinione ti sei fatta?

Yasemin , studentessa turca : “ Ho sentito ma non credo che il problema possa risolversi con scontri politici. Quest’anno ricorre il centenario di questo avvenimento . Ciò viene ancora trattato più come una questione politica che come un modo per riavvicinare i due popoli. Sarebbe bello un confronto storico , documenti alla mano, tra storici turchi e storici armeni. Senza ingerenze politiche e religiose”

Tigranuhi , studentessa armena : “ Ho sentito sia le dichiarazioni del Papa che le dichiarazioni dei politici dell’UE. Finalmente è stato usato il termine “genocidio”. Spero tanto sia un primo passo per la risoluzione di un problema che dura da oltre un secolo.”

Hrant Dink e Orhan Pamuk. Due intellettuali. Il primo ucciso ed il secondo processato per aver parlato del genocidio. Li hai mai sentiti nominare? Cosa pensi a riguardo?

Yasemin , studentessa turca : “ Non conoscevo il giornalista armeno Dink. Ho conosciuto il suo pensiero e letto molto i suoi articoli solo dopo la sua morte. In molte parti della Turchia vi sono state proteste con slogan come “Siamo tutti Dink”. La sua morte ha acceso ulteriormente il dibattito in Turchia in merito non solo al genocidio armeno ma al rispetto verso tutte le altre etnie presenti in Turchia. Conosco invece bene la faccenda che ha visto il popolare premio Nobel Orhan Pamuk processato solo per aver espresso la propria opinione. Ha ricordato il popolo kurdo ed il popolo armeno e per questo è stato accusato di offendere l’onore della Turchia. Allora? E’ ridicolo pagare per una propria opinione. Non si processano le opinioni.”

Tigranuhi , studentessa armena : “Hrant Dink era un giornalista armeno molto affermato in Turchia. La responsabilità del suo omicidio è dei nazionalisti turchi ed i politici turchi sono coinvolti in questo assassinio. Ne sono fermamente convinta. Orhan Pamuk è stato invece indegnamente processato per aver pubblicamente difeso il popolo kurdo ed il popolo armeno. La UE ha fatto molte pressioni sul governo turco ma Pamuk è stato ugualmente espulso. Credo sia essenziale preservare la libertà d’opinione. E’ alla base della democrazia. Alcuni governi invece vorrebbero eliminare tutti gli intellettuali dissenzienti. E’ un pensiero folle”

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B.F.

Mafia, libri, vacanze, satira, costume, interviste, viaggi, politica internazionale e forse qualcosa in più. Potete pure evitare di leggerlo. Nulla di eccezionale. Credetemi. Tanto scrive quando vuole, di ciò che vuole e soprattuto se vuole. Al massimo un pizzico di acido sarcasmo e qualche discreta invettiva, molto buon disordine, svogliatezza, prolissità patologica, ingenuità congenita. Nulla più di un calabrone che, nella disperata voglia di fuggire via, si schianta e si rischianta contro il vetro di una finestra.

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