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Gela, vincita schiacciante dei Cinquestelle: “è ora delle dimissioni di Crocetta”

All’indomani della vittoria  di Domenico Messinese del movimento Cinquestelle a Gela nella roccaforte del Presidente Crocetta, i pentastellati chiedono le sue dimissioni.

“Dietro allo schiacciante risultato di Gela c’è un grandissimo attestato di stima al Movimento, ma, anche, la sonora e inequivocabile bocciatura di Crocetta, che nemmeno a casa sua è riuscito a mettere una pezza ai disastri che ha fatto in questi anni in Sicilia.
Se anche i suoi compaesani, i cittadini che ha amministrato, gli hanno dato il benservito, non comprendiamo come Crocetta possa ancora sentirsi il legittimo Presidente di tutti i Siciliani. Faccia il primo atto serio e degno di nota della sua amministrazione, rassegni le dimissioni e lo faccia pure in fretta.
Forse c’è ancora tempo per salvare qualcosa. Il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle all’Ars commenta così la netta e preventivatissima vittoria di Gela. “I segnali che ci arrivavano – dice Giancarlo Cancelleri – erano inequivocabili. Crocetta diceva che il test di Gela non era un referendum sulla sua persona? Sapeva che avrebbe perso. Ora tragga le debite conseguenze per rispetto di tutti i siciliani e faccia il passo indietro che auspicano in tantissimi.
Intanto complimenti ad i  neo sindaci 5 Stelle”.

Complimenti ed auguri ai nuovi primi cittadini di Gela e Augusta arrivano a nome del gruppo parlamentare all’Ars, dal capogruppo Salvatore Siragusa.

“Sono stati bravissimi – dice – anche se il difficile comincia ora, ma loro sapranno dimostrare, come sta avvenendo a Bagheria e a Ragusa, cosa è un’amministrazione Cinquestelle.
Avere sfondato, e benissimo,  in due città difficili come Gela ed Augusta è la prova che è cambiato il vento e che anche nelle amministrative, che finora erano stato terreno off-limits per il voto d’opinione, si può farcela. Il fattore ambientale a Gela ed Augusta ha spinto ulteriormente nella nostra direzione. La gente non ne può più di vivere in città devastate dagli interessi di pochi”.

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Redazione

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