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Garanzia Giovani: per la Cgil, un’occasione mancata

Garanzia Giovani: occasione mancata o fallimento in partenza?  

In tanti, giovani e meno giovani, si sono fatti questa domanda.

Per capirne di più abbiamo intervistato Monica Genovese segretario confederale della CGIL Sicilia.

Con Garanzia Giovani ci sono state solo 63 assunzioni su 46 mila tirocini attivati, ma ha senso un tirocinio non finalizzato all’assunzione?

“Per noi il tirocinio deve essere uno strumento formativo per l’entrata nel mondo del lavoro e deve servire per apprendere le competenze.”

Molte delle aziende iscritte a Garanzia Giovani cercavano personale specializzato, ma così non si confonde il tirocinio con il lavoro? Peraltro, se ai tirocinanti viene chiesta l’esperienza, cosa che avviene spesso in Italia, per chi non ha esperienza è praticamente impossibile entrare nel mondo del lavoro. Quale è il suo pensiero a riguardo?

“Intanto, a livello italiano bisogna ridare al lavoro la giusta misura: il tirocinio non è lavoro, i lavoratori vanno assunti con contratti di lavoro subordinato, a tempo determinato o indeterminato. Peraltro, le aziende, approfittando dei tirocini, li stanno via via sostituendo all’apprendistato alimentando sfruttamento e precariato. Garanzia Giovani sarebbe stato un ottimo strumento, ma non ci sono controlli, siamo nel far west.”

Possiamo dire che Garanzia Giovani, rivolgendosi agli under 30, abbia danneggiato chi è più avanti con l’età?

“Diciamo di sì perché nel contesto siciliano questa misura è stata usata nella maniera sbagliata, visto che, come detto, spesso è servita come alternativa contrattuale. Tuttavia, le soluzioni per i meno giovani, over 35 o over 50, andrebbero trovate nella giusta misura, parliamo di misure tese al loro ricollocamento lavorativo.”

155000 giovani hanno aderito al programma per sole 63 assunzioni. Tanto sfruttamento, tanta povertà, ma per fronteggiare l’emergenza  lei sarebbe favorevole al reddito di cittadinanza?

“Sicuramente il reddito di cittadinanza andrebbe a fronteggiare la povertà. Lo strumento sarebbe ottimo  qualora alle famiglie si chiedessero in cambio dei doveri, ad esempio mandare a scuola i figli.”

Ma se le aziende non assumono, anzi licenziano, basti pensare alla recente chiusura della redazione di Antenna Sicilia, la più grande emittente televisiva siciliana, possiamo dire che in Sicilia esiste un problema imprenditoriale? Se si, quali sono le cause e le possibile soluzioni?

“A tal riguardo posso dire che le cause sono tante. C’è un problema di produttività, accompagnato ad una crisi del sistema imprenditoriale. Fra le cause citerei anche l’assenza di infrastrutture e l’assenza di una stabilità politica: basti pensare alla Regione Siciliana dove il governatore Rosario Crocetta in tre anni ha cambiato 48 assessori.”

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