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G7 Taormina: summit di casa nostra

La Sicilia e le sue bellezze sono da giorni sul palcoscenico dell’informazione nazionale ed internazionale grazie all’organizzazione del G7 a Taormina, il summit dei super potenti di tutto il mondo.

La location, scelta da Matteo Renzi, era stata individuata per avvicinare il mondo intero alla nostra bellissima terra e dare di essa un’immagine sganciata dai pregiudizi e fondata sulla bellezza.

La prima immagine di questo G7 targato Sicilia cioè la prima locandina ufficiale, apparsa sul portale di registrazione per i media stranieri è stata però quella di un uomo con coppola e sigaretta che segue con lo sguardo una bella donna ammiccante, cosa che ha suscitato subito grande polemica!

locandina

Troppo allusiva, esagerata la foto del maschio siculo dipinto come il classico “uomo d’onore” in comportamento da predatore; parole di indignazione su tutti i social, si è ribellato anche Giovanni Ardizzone presidente dell’assemblea regionale siciliana che su facebook ha preso le distanze dalla campagna pubblicitaria pensata dal governo: «alimentare i soliti stereotipi sui siciliani non giova a nessuno tanto meno ad un’Italia che intende ripartire» ha scritto.

L’immagine del Teatro Antico di Taormina affacciato sul mare con lo sfondo dell’Etna deve essere sembrata forse troppo bella?

teatroUn dubbio questo che siamo destinati a non sciogliere.

Di fronte a tante polemiche però c’è anche chi con l’immagine dell’uomo d’onore gioca, per così dire, facendosi un po’ di pubblicità: sempre a Taormina infatti, uno degli hotel che ospiterà i politici presenti al vertice utilizza come sottofondo musicale della linea telefonica la colonna sonora de “Il Padrino”, il celebre film sulla mafia del regista Francis Ford Coppola.

Insomma, in Sicilia le cose si fanno un po’ a modo nostro, secondo un modus operandi un po’ particolare, poco chiaro e di certe coincidenze diremmo che “capitò” una serie di sfortunati eventi.

Ma se questo summit al gusto di mandorla e pistacchio è partito maluccio non è nemmeno andato avanti nel migliore dei modi…

Taormina, la città che ospiterà il vero e proprio summit, la “perla dello Jonio” vive soffocata da settimane: strade chiuse per lavori, chiuso il cimitero, riorganizzato l’ospedale, turisti scappati dopo l’arrivo dell’imponente servizio di sorveglianza, negozi costretti a chiudere, badge e controlli per entrare ed uscire dal paese, andare a lavoro o a fare la spesa.Foto "La Sicilia"

Certo, il rischio di un qualche attentato di matrice terroristica è alto e concordiamo tutti sull’esigenza di mantenere altrettanto alto il livello di sicurezza ma una domanda è sorta a molti: come è stato possibile realizzare in così poco tempo lavori di manutenzione che non sono stati realizzati in decenni?

turisti

A Taormina infatti sono state riparate strade, montata una pista di atterraggio per elicotteri, ripulite e messe in sicurezza intere zone negli anni dimenticate, riportati all’antico splendore piazze e monumenti, segno questo di un livello di vivibilità e di un decoro urbano raggiungibili quando viene messa in campo la giusta volontà.

Ma questo strano ordine di cose non ha di certo toccato solo Taormina, anche in altri centri della zona e in particolare a Catania, si sono registrati lavori di pulizia e manutenzione che non venivano effettuati da tempo; anche nel capoluogo etneo sono state riparate infatti alcune strade, ripulito l’elefantino del Duomo simbolo della città e l’ex monastero dei benedettini, capolavoro dell’architettura.

liotro

In mattinata infatti è attesa nella città etnea una delegazione internazionale, le mogli dei leader a quanto pare saranno accompagnate dal sindaco Enzo Bianco a visitare l’ex monastero, oggi sede del dipartimento di scienze umanistiche dell’università catanese; per l’occasione la struttura, come detto una facoltà universitaria, ha sospeso le attività didattiche ed è stata preclusa agli studenti, i quali prevedibilmente non hanno preso benissimo la notizia.

Con la sospensione delle attività sono slittate infatti date di ricevimento dei professori, lezioni ed alcuni esami; per carità, tutto comprensibile, visto la portata dell’evento cosa sarà mai una laurea? Quello che più di tutto ha fatto innervosire i ragazzi però (tantissime le polemiche sui social network) è stata la bugia gratuita del dipartimento che ha annunciato la chiusura della struttura a causa di alcuni lavori di ristrutturazione, oltre che l’aver assistito (sbigottiti) a pulizie che non vedevano da tempo (lamentavano infatti da non poco la scarsa pulizia della struttura).  pulizie

Lo stupore dei ragazzi di Catania però sarà stato nulla in confronto a quello di chi in questi giorni ha assistito casualmente al passaggio delle carovane di auto che accompagnano i leader e le loro super famiglie; si è parlato infatti di circa 60 auto solo per scortare l’arrivo a Roma del presidente americano Donald Trump. 

A questo punto qualche altra domanda sorge spontanea, non eravamo soffocati dalla crisi economica? 

A quanto pare l’Italia per certe occasioni i soldi li ha, avrebbe stanziato infatti (non si è ben capito prendendoli da dove) 45 milioni di euro per l’organizzazione dell’evento.

Non sarebbe stato meglio dedicare un poco di tutta questa attenzione (e di tutti questi soldi) ad esigenze di altra natura?

A quanto pare la risposta è no!

Riflettendoci, sappiamo un po’ tutti come andrà a finire; alla fine del summit in Sicilia tutto verrà insabbiato, il ricordo del G7 sarà sepolto e chiuso in qualche remota stanza della memoria e si tornerà alla (povera) vita regolare; arriverà l’estate, si penserà al mare, alla spiaggia, a gelati e granite.

In mezzo a tutto questo tam tam l’immagine più veritiera che forse rimarrà di questo evento sarà quella di 7 pupi in cartapesta che sorridendo danzano intorno al mondo, come si vede al Duomo di Acireale.

pupi

 

Questo “insabbiamento” però oltre che la spiaggia ci fa venire in mente gli scritti di Sebastiano Ardita, un “semplice” procuratore antimafia che usa il termine in “Catania Bene” uno dei libri dove racconta la mafia 2.0, non più quella delle grandi stragi ma quella fatta da appalti, corruzione e colletti bianchi.

Qui gli interrogativi (ci piacerebbe fossero interrogatori) ci piovono addosso come fossero grandine: ma per i lavori in preparazione di questo G7 ci sono state gare d’appalto? Sono stati ben spesi tutti i soldi pubblici piovuti dal cielo per questo summit?

Pensandoci, già la parola “summit” rimanda il pensiero a pranzoquelle belle rimpatriate di famiglia, tipiche della nostra regione, organizzate da boss e padrini in casolari di campagna sperduti chissà dove o in qualche lussuosissimo hotel per decidere, mangiando tutti insieme, le sorti di poveri (onesti) comuni mortali.

Ormai però, all’alba dell’evento, onorata la ricorrenza della morte del giudice Falcone, da bravi siciliani quali siamo forse ci volteremo ancora una volta dall’altra parte, in silenzio, magari verso il mare (l’unica cosa veramente limpida e trasparente che ci è rimasta) pensando che  “ammenu n’abbissaru i strati” come fosse una cortesia particolare che ci hanno fatto…

 

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