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G7: gli attivisti si preparano contro i “pupari del mondo”

«Bisogna scegliere da che parte stare e noi siamo contro il G7 degli assassini». Sono parole al vetriolo quelle di Orazio Vasta, sindacalista USB e membro della Rete Catanese Contro il G7. A due giorni dal corteo di protesta contro i big della politica mondiale riuniti a Taormina, sembra che sia stato detto già tutto. Ma non è così.

Impossibile fare una stima dei manifestanti perché «proprio in queste ore – spiega l’attivista – la Questura di Messina ci ha comunicato che il concentramento del corteo non sarà più autorizzato al terminal degli autobus, ma al casello autostradale di Giardini Naxos». Cioè, fuori dal paese. Un “dirottamento” non solo da diffondere tra i partecipanti ma che ha implicato anche una riorganizzazione della stessa manifestazione.

Attenzione, però, a chiamarli “black bloc”. Il clima è caldo, gli appuntamenti del Controvertice dei popoli si infittiscono, si attende l’arrivo di attivisti da tutta Italia e non solo. Per questo, Vasta ci tiene a sottolineare che «siamo antagonisti ma non spaccavetrine, abbiamo fatto conferenze, incontri e manifestazioni alla luce del sole».

Lo chiama “un popolo meticcio” quello che dice no alla kermesse delle sette potenze mondiali. Studenti, insegnanti, USB e COBAS, associazioni e diverse forze politiche sfileranno contro «chi determina l’economia, la politica, la crisi che tutti giornalmente viviamo».

Pioggia di critiche rivolta anche alla Marcia per la pace, organizzata ieri pomeriggio da una diversa cordata di associazioni e sindacati, tra cui anche la CGIL.

«Restiamo a bocca aperta – attacca Vasta – perché non c’è stata alcuna contestazione per  “il vertice dei sette grandi della Terra”, né per la presenza delle basi americane in Sicilia o la militarizzazione dei nostri territori. Non abbiamo partecipato perché siamo politicamente distanti da questa visione. Quando si parla di pace, facilmente si può strumentalizzare: ricordiamo la vicinanza della CGIL al PD. Molta contraddizione può generare confusione tra i giovani».

Demagogia o retorica? «Nient’affatto – risponde il sindacalista – l’Italia ha stanziato 45 milioni di euro per il G7 di Taormina. Una notizia che è passata sottobanco di proposito, così come gli affidamenti dei lavori senza gare d’appalto. Una procedura che viene usata per le emergenze. In una terra di mafia, dove anche gli ambulanti per vendere palloncini hanno bisogno dell’autorizzazione, crediamo che il G7 non sia un’emergenza e questo modo di procedere sia scandaloso».

Per tutto questo, sabato pomeriggio a Giardini Naxos il popolo antagonista sfilerà in corteo.
Per dire no al G7 o, come lo hanno ribattezzato, il “vertice dei pupari del mondo”.

 

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Serena Di Stefano

Versatile, volubile e più frizzante della Citrosodina, se fossi un sapore sarei di certo il sale: piacevole solo se a piccole dosi. Orientamento religioso-ideologico-politico-culturale: Pier Paolo Pasolini. Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Editoria e Scrittura, ho fatto due scelte che mi ero detta “non avrei mai compiuto”: tornare a Catania e fare giornalismo. A occhio e croce, il mio vocabolario fatica a legittimare le parole “mai” e “sempre”, per tutto il resto però c’è il “Sinonimi e contrari” sul comodino. Promemoria per la scrittura: scrivere soltanto notizie vere, utili e imparziali. Promemoria per la vita: sorridere e ringraziare.

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