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G7 di cartapesta: genialata od inutile inchino ai potenti?

Terminato il G7 di Taormina è già tempo di bilanci per i “grandi” della Terra e i governi che rappresentano,ma anche per un illustre cittadino acese: il presidente della Fondazione del Carnevale di Acireale Antonio Belcuore. Difatti il Presidente Belcuore con una mossa azzardata ed a sorpresa ha deciso di far creare ed installare dai maestri della cartapesta acese un vero e proprio G7 nella suggestiva Piazza Duomo di Acireale.

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L’installazione consistente in 8 opere in cartapesta rappresentanti i grandi della terra che si sono incontrati al G7 ed un mappamondo centrale  è stata realizzata dalle varie associazioni dei cantieri dei carri ed i soggetti sono stati sorteggiati. Il Cantiere Messina ha avuto l’onore di realizzare la prima installazione raffigurante il neo-presidente francese Macron (la cui elezione è stata nota al cantiere solamente il 7 maggio scorso).

Alla presentazione di questa interessante novità si sono susseguite le  immancabili polemiche che accompagnano  ormai da tempo l’operato del Presidente della Fondazione del Carnevale di Acireale. Infatti sul web da diverse parti sono state sollevate diverse contestazioni sull’opportunità dell’investimento per la realizzazione dell’installazione, lagnanze relative all’ubicazione delle opere  e accuse di eccessivo servilismo nei confronti dei potenti della terra.  Tali attacchi, a dire il vero, sono stati sin da subito smorzati dal grande orgoglio e dal compiacimento degli cittadini acesi che nella maestria dimostrata dai propri artigiani  nella realizzazione delle opere d’arte in cartapesta intravedono una speranza ed un

IMG-20170527-WA0008grande motivo di orgoglio cittadino.

Abbiamo deciso dunque di intervistare il Presidente della Fondanzione del Carnevale di Acireale per carpire le sue emozioni in un momento così particolare e porgli alcune interrogativi sugli obiettivi perseguiti con questo “G7 di cartapesta”.

Come le è venuta l’idea del “G7 di cartapesta”?

Belcuore

Presidente della Fondazione del Carnevale – Antonio Belcuore: « L’idea nasce dal fatto che uno dei miei obiettivi è quello di far si che il Carnevale possa essere una manifestazione che ha le sue ripercussioni anche in altri periodi dell’anno e possa cogliere le opportunità che un territorio importante come la Sicilia offre. Il G7 era una occasione ed era un peccato sprecarla. Ho avuto l’idea di fare questo mappamondo con questi 7 testoni. L’idea ha avuto la condivisione totale di tutte le associazioni dei cantieri dei carri. Ogni cantiere ha realizzato un pezzo e l’installazione è stata concepita proprio per essere messa a Piazza Duomo di Acireale perché è una operazione di marketing territoriale»

Perché le statue di cartapesta non sono state installate a Taormina, ma ad Acireale?

Antonio Belcuore: «L’idea è stata concepita per una installazione da fare ad Acireale perché l’obiettivo era ed è stato poi secondo me ampiamente raggiunto quello di fare una operazione di marketing territoriale cioè utilizzare la notorietà del G7, utilizzare la notorietà dei personaggi che andavamo a rappresentare e collocarli in un territorio che non era Taormina perché sarebbe stato facile collocarli a Taormina. L’obiettivo era far si che i giornalisti, le persone che sono venute per il G7 venissero ad Acireale ad apprezzare la città di Acireale e le lavorazioni della cartapesta di Acireale»

Quindi possiamo parlare di operazione pubblicitaria. Una genialata! Quanto ha risparmiato la Fondazione del Carnevale con questa operazione?

Antonio Belcuore: « Beh diciamo una genialita si da una parte. D’altra parte è anche far vedere che comunque la lavorazione della cartapesta si può fare per altre cose ed in altri periodi dell’anno. In realtà è una operazione che complessivamente è costata 10 mila euro e che se avessi dovuto fare un investimento pubblicitario rispetto al ritorno che abbiamo avuto credo che non sarebbero stati sufficienti 500 mila euro »

Non trova che questa installazione manchi di elementi di satira caratteristica dei carri del Carnevale di Acireale? Lei pensa che la cartapesta dei maestri artigiani acesi possa essere utilizzata al di fuori dell’ambito goliardico-carnascialesco?

Antonio Belcuore: «Io credo che la cartapesta debba essere veramente una opportunità. Difatti a parte quello che abbiamo realizzato adesso ad esempio c’è un cantiere che sta lavorando per realizzare la scenografia  di una opera lirica  che vedrà la messa in opera al teatro greco di Taormina e al teatro greco di Siracusa. Noi abbiamo raffigurato i 7 testoni. I 7 del G7. Abbiamo colto un’opportunità che poi è una fotografia della realtà. In realtà questo mondo è in parte guidato dai 7, ma in parte anche da chi non c’è raffigurato. Io penso a Putin che non è raffigurato. Certo sarebbe stato interessante completare, per fare la satira vera, l’installazione con un Renzi accomodato nella panchina con  le mani nei capelli per avere perso il referendum e il coreano su un albero che tirava una bomba. Quella sarebbe stata divertente, ma sarebbe stata una cosa che andava oltre l’idea che avevamo avuto.»

 

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