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G7: che fine faranno Melo e gli altri “angeli” del Monastero dei Benedettini?

Catania – Per l’arrivo delle first ladies al Monastero dei Benedettini c’è massima apprensione per quel che concerne la sorte dei cani randagi che vivono nei pressi del Monastero dei Benedettini.

Fra i cani va ricordato Melo, considerato da molti la mascotte del Monastero dei Benedettini e al quale, seppur in maniera ironica, qualcuno aveva azzardato l’ipotesi di conferirgli una laurea ad honorem.

Eppure in un articolo di Catania Today si parla del fatto che per il piano-decoro verranno sloggiati pure i cani e gli altri animali domestici (in primis gatti) che transitano in zona.

C’è chi ha commentato la notizia in questa maniera:

“E dove li mettete poverini????
Io darei un calcio in culo a voi e alle lady pure!!!
Vergogna che non siete altro….tutto in ordine perché vengono i potenti …fate pena!!!!
E comunque preferisco di gran lunga incrociare lo sguardo dolce di un cucciolo randagio piuttosto che il vostro e delle signore reali a cui non frega sicuramente un corno del monastero ne di tutto il resto che gli farete vedere….!”.

C’è anche chi ha scritto:

“Nessuno tocchi melo e i gatti, sono ormai parte del monastero e chiamarli randagi è pure sbagliato perchè ormai vivono lì! Spero davvero che se prendono questa decisione qualcuno se li prenda dell’università, giusto il tempo che queste poi se ne vanno”

Altri ancora hanno scritto:

“o scendo a Catania a distanza di 6 mesi e tutti i cani randagi specialmente quelli della mia zona li conoscevo tutti e so dove hanno dimora mi ritrovo a Catania precisamente ieri e di cani randagi c’è ne poco o niente X il centro che fine hanno fatto??? Vorrei avere notizie gentilmente chi sa parli grazie”

C’è anche chi fa il sarcastico scrivendo:

“Cacciare i cani per introdurre le cagne.”

Ma c’è chi come Pietro Figura, che a quanto pare (lo scrive lui stesso) è un rappresentante degli studenti, non crede alla versione dell’articolo poiché “Melo non è un randagio, dato che ha una famiglia che se ne prende cura e lo terrà probabilmente in casa per quella giornata.”

In effetti Melo, che dunque non è un randagio come si crede, non dovrebbe correre pericolo per il G7, ma la tensione rimane visto che quello del randagismo è un problema che affligge Catania, in altre parole se Melo ha una famiglia che si prende cura di lui, bisogna chiedersi invece che fine faranno gli altri randagi che non potranno contare su nessuno.

 

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