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Fuoriuscita di liquami al cimitero di Gravina. Chiuso per rischio epidemia

Liquami fuoriescono dalle tombe. Situazione gravissima al cimitero di Gravina di Catania.

Da ieri, infatti, il Comune è stato costretto a chiudere la struttura per via della fuoriuscita di liquami dai loculi.

Sul posto si sono presentati il vice-sindaco Rosario Condorelli e l’ingegnere  De Luca a seguito delle segnalazioni da parte dei Vigili Urbani.

Ad accorgersi del gravoso fenomeno i parenti dei defunti, allarmati dal cattivo odore. Lunedì sarà presente un medico dell’ASL per un sopralluogo.

La dichiarazione dell’assessore Santonocito

L’assessore con delega ai servizi cimiteriali, igienico-sanitari e ambientali, Salvatore Santonocito si esprime per il momento sui fatti: «Ho predisposto insieme al Settimo servizi, che si occupa della gestione igienico – sanitaria del cimitero, la chiusura immediata della parte interessata che sarebbero i nuovi loculi dati in gestione quattro anni fa. Le problematiche dovrebbero essere due, la prima si parla di una decadenza strutturale della bara in sé per sé.  Ogni bara dovrebbe avere una valvola che funziona da sfiato. Probabilmente non funzionava come avrebbe dovuto e la bara è arrivata al punto di pressione così alto che è si spaccata. Spaccandosi è fuoriuscito un liquido che si è impregnato nella parete, da qui tutto il resto».

«Gli operatori del cimitero- prosegue Santonocito-hanno dichiarato che non è la prima volta che avviene, che fa parte di un processo naturale e che negli scorsi anni si è solo aspettato che il liquido si asciugasse. Ma ci deve essere un interessamento da parte dell’assessore, del medico legale. Prima non era mai stato fatto. Ovviamente è un problema molto grave, primo perché è una struttura “giovane”».

«Il problema igienico- sanitario è grave perché questo tipo di liquidi contiene sostanze e batteri di putrefazioni e non possono essere assolutamente inalati perché sono pericolosi per la salute umana. Proprio per questo motivo non è possibile procedere con la estumulazione perché qualsiasi custode si rifiuterebbe per tutelare la propria incolumità».

«Ieri sono rientrato per capire la situazione. Se ho una documentazione scritta approvata dall’Asp non posso affermare che il problema si concentri nella struttura, ma si confermerebbe che la natura dei fatti sarebbe di diversa matrice. Se l’artefice di tutto è la valvola di sfiato che non funziona, o la stessa bara ha dei problemi strutturali si potrà intervenire. Dovrò analizzare punto per punto quali sono le problematiche ma risolveremo lo spiacevole inconveniente per permettere ai parenti dei defunti di poter trovare di nuovo conforto durante le visite ai loro cari» conclude l’assessore.

Non resta che aspettare la conferma dal personale igienico-sanitario di competenza.

 

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