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Nera

Fugge dai suoi aguzzini, arrestati due fratelli

Fugge dai suoi aguzzini e li fa arrestare. E’ la storia di Rosalia, nome di fantasia, ragazzina nigeriana arrivata in uno di quei natanti che siamo ormai abituati a vedere e costretta poi a prostituirsi.

Dopo esser fuggita, la ragazza è riuscita a denunciare tutto al personale O.I.M. (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) e ha raccontato il suo personale inferno: di come era stata raggiunta dalla sua madame, di come era stata costretta aprostituirsi per strada.

Da qui la segnalazione che determinava il pronto intervento della Squadra Mobile che tempestivamente raggiungeva il luogo dove era stata comunicata la presenza della giovane, la rintracciava e ne assicurava la immediata messa in protezione.

Rosalia aveva, quindi, deciso di raccontato la propria storia, riferendo di essersi determinata a lasciare il proprio paese, a causa delle difficoltà economiche della famiglia di origine, raccogliendo un invito, fattole da una conoscente, di raggiungere l’Italia e svolgere un lavoro lecito che le avrebbe consentito di aiutare i familiari, ricevendo rassicurazioni che non avrebbe lavorato come prostituta e con l’accordo che avrebbe pagato la somma di 5.000.000,00 di naira – 15.000,00 euro circa – alla donna che l’avrebbe attesa in Italia e si sarebbe fatta carico delle spese del viaggio.

Prima di intraprendere il viaggio la minore era stata sottoposta ad un rito “Ju Ju” con il quale si era impegnata a pagare il debito contratto, altrimenti sarebbe morta o colpita da disgrazie di ogni genere. E il contratto era non solo tra vittima e carnefice, ma anche con i familiari delle ragazze.

La Squadra Mobile di Catania ha quindi arrestato, in collaborazione con personale delle Squadre Mobili di Caserta e Foggia – MATHEW Osatohamwan, (cl. 1987), intesa “Briget” o “Osato”, tratta in arresto a Caserta e  MATTHEW Osarodion, (cl. 1984,) inteso Jerry” o “papà Twins” tratto in arresto a Foggia  gravemente indiziati dei reati di tratta di persone e di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, con le aggravanti di avere esposto a pericolo la vita o l’incolumità delle persone trasportate – facendole imbarcare su natanti occupati da numerosi migranti privi di ogni necessaria dotazione di sicurezza – e di avere agito al fine di reclutare persone da destinare alla prostituzione o, comunque, allo sfruttamento sessuale ed al fine di trarne profitto.

Sul telefono di “Rosalia”, sequestrato dalla p.g., i contatti dei suoi aguzzini erano stati registrati sotto il nome diBrother” e “Sister”.

La “sister”, cioè “Briget” o “Osato, rintracciata nel comune di Lusciano (CE), nel corso dei servizi di intercettazione, faceva plurimi riferimenti alla persona offesa e alla sua fuga, meditando vari escamotage da adottare per riuscire a rintracciarla e progettando l’esecuzione di nuovi riti voodoo per punire la “fuggitiva” e riassoggettarla al proprio volere, in particolare rappresentava al proprio complice la necessità di procurarsi frammenti di vetro di finestrini di autovetture coinvolte in incidenti stradali mortali o di treni coinvolti in disastri ferroviari allo scopo di utilizzarli per rendere ancor più letale ed efficace la disgrazia minacciata.

MATTHEW Osarodion, inteso Jerry” o “papà Twins”, dal canto suo, in una conversazione con “Briget”, a proposito della fuga di “Rosalia”, affermava che qualora fossero riusciti a rintracciarla – utilizzando come esca anche il social network facebook – avrebbe raddoppiato il debito che la vittima aveva nei loro confronti.

Da una conversazione registrata tra la maman ed i familiari della vittima – che l’avevano contattata perché non avevano avuto più notizie della figlia minorenne – emergeva come il rapporto contrattuale non fosse esclusivamente tra carnefice e vittima, ma coinvolgesse anche i familiari, considerati alla stregua di obbligati in solido all’adempimento del debito di ingaggio contratto dalla minore.

 

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Redazione

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