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Apertura stagione caccia, Free Green Sicilia: “Ora inizia la strage”

L'associazione naturalistica siciliana denuncia uccisioni incontrollate

Ogni anno vengono uccisi senza controllo milioni di animali per il puro gusto di uccidere

Free Gree Sicilia alza il suo grido d’allarme nei confronti della stagione venatoria che si aprirà il prossimo 15 settembre. Paventa una attività di caccia incontrollata che potrebbe addirittura rivoltarsi contro ignari “umani” che si trovassero a passare sotto tiro dei fucili. Lancia un appello ai cittadini che vanno in campagna o in montagna. L’allarme di stare attenti perchè dal 15 settembre fino al 31 gennaio si spara ad ogni cosa che si muove nei boschi e nelle campagne, in montagna e sulla cosa. Solo nell’ultima stagione venatoria ci sono stati 21 morti e 59 feriti.

Ecco l’appello in una nota di Free Green Sicilia

Ma perché si continua anche in Sicilia a uccidere senza alcun motivo di sopravvivenza animali selvatici e in via di estinzione anche se la stragrande maggioranza dei siciliani è moralmente contraria? Siamo ancora in una Regione delle banane dove le lobby dei cacciatori e armieri continuano liberamente a condizionare i Governi e i partiti politici sulla caccia e sui conseguenti calendari venatori questi fatti su misura?

«Dopo l’ennesimo abuso della sua preapertura anticipata domani domenica 15 si apre in ogni suo aspetto distruttivo e anti-ecologico, in tutta la regione, la caccia a ogni essere selvatico che respira così come prevede un calendario venatorio dalla parte dei cacciatori ovvero di coloro che si divertono a sparare ad esseri inermi e innocenti».
«Il Calendario venatorio – afferma Alfio Lisi portavoce Free Green Sicilia – è una dichiarazione di guerra alla disarmata e bellissima fauna selvatica che se applicato così come prevede lo stesso in quello che riguarda periodo venatorio e giorni di caccia per cacciatori, specie di animali selvatici e numero da poter abbattere per ogni cacciatore (il tutto moltiplicato per il numero di cacciatori siciliani, cui vanno aggiunti quelli fuori regione) ben 600 mila animali ogni giorno di caccia, che equivalgono a 100 milioni di animali selvatici, tra mammiferi e uccelli, nell’arco dei cinque mesi di attività predatoria potrebbero essere abbattuti a fucilate in Sicilia, con l’evidente scomparsa di molte specie di animali già in uno stato di continua diminuzione. Un vero e proprio stermino di animali selvatici premeditato e legalizzato! A tale massacro dobbiamo aggiungere l’attività illegale del bracconaggio compiuto dagli stessi cacciatori!».
«Ma la caccia – denuncia Lisi – non solo uccide animali indifesi ma è l’unico “sport” che ferisce e uccide le persone stesse. Secondo il rapporto dell’Associazione vittime della caccia nella stagione venatoria scorsa (2018/2019) le vittime umane in campo venatorio, o a causa di armi da caccia sono state in totale 81: 21 morti e 59 feriti più meno gravi, e tra questi cittadini e minori che si trovavano a passeggiare nei boschi o nelle campagne, in montagna o sul livello del mare. Da qui il nostro accorato appello ai cittadini che da domani e fino al 31 gennaio andranno a cercare svago e aria pulita tra i boschi o in campagna, a stare attenti ai cacciatori facendosi sentire e vedere affinchè come spesso è accaduto, non siano scambiati per fauna selvatica e presi a fucilate per poi farla franca grazie all’inesistente, o quasi, sorveglianza venatoria».
«Eppure -conclude la nota- il principio fondamentale della legge italiana sull’attività venatoria mai rispettato dai Governi così recita “La fauna selvatica costituisce patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell’interesse della comunità nazionale e internazionale”, in altre parole dei suoi cittadini e non delle lobby dei cacciatori e degli armieri e dei politici che li sostengono per meri interessi elettoralistici! Siamo non siamo in Sicilia».
A.P.
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Redazione

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