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Free Green Sicilia: a Catania dati su inquinamento da smog oscurati?

A Catania i rilevamenti dell’inquinamento atmosferico sarebbero fermi al 30 maggio di quest’anno. Ovvero le quattro centraline rimaste ancora in vita dal primo giugno, secondo quanto è possibile verificare nel sito web del Comune di Catania (nella pagina “Dati Qualità dell’Aria”), non segnano alcun rilevamento come dovrebbe essere nel rispetto della normativa vigente, ovvero di fatto sono “oscurati”.

E dunque sconosciamo gli eventuali superamenti dei livelli di inquinanti da smog, e se così fosse i conseguenti obbligatori provvedimenti del Sindaco! Questo non solo è contrario alla normativa vigente nazionale ed europea nell’ambito dell’inquinamento atmosferico, ma, soprattutto, impedisce ad ogni cittadino di sapere cosa respira nelle zone più trafficate della città quando, invece, nel rispetto anche della Costituzione, avrebbe il sacrosanto diritto di conoscere i livelli di smog della città per potersi difendere anche in considerazione del fatto che da anni le varie amministrazioni che si sono susseguite non hanno fatto quasi nulla per limitare i livelli di scarico di veleni dei mezzi a motore che giornalmente invadono ogni angolo della città.

«Ma la cosa che più preoccupa – afferma Alfio Lisi portavoce di Free Green Sicilia – è che proprio nelle settimane in cui il caldo e l’umidità sono arrivati alle stelle non è stato possibile ad oggi poter conoscere i dati sull’inquinamento dell’aria in quanto di fatto inaccessibili; aspetto che si è verificato anche l’anno scorso nello stesso periodo, e sempre segnalato da Free Green Sicilia, ma senza avere alcuna risposta dalle Autorità competenti come se la salute dei cittadini inermi fosse secondaria rispetto agli autoveicoli. Se fosse un problema tecnico del sito web, il Comune avrebbe comunque l’obbligo di comunicare anche a mezzo stampa ai cittadini, come loro legittimo e sacrosanto diritto, i livelli dell’inquinamento da smog che come sappiamo da decenni mette a serio rischio (e i più che preoccupanti dati dell’OMS da anni lo denunciano pubblicamente) la salute dei cittadini e impedisce loro di poter fare le proprie consapevoli scelte giornaliere per evitare i luoghi più pericolosi. Ma ci chiediamo, e non da oggi, e chiediamo alle Istituzioni: chi si dovrebbe occupare della salute dei cittadini in questa città?».

 

Nota sui dati dell’OMS

Secondo il rapporto globale dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), nei 53 paesi più inquinati al mondo, l’inquinamento atmosferico sarebbe responsabile di almeno 600mila morti premature, che, sommate alle malattie, si traducono in un danno economico di circa 1.600 miliardi di dollari. In Italia i morti prematuri sarebbero ben 32.400, per non parlare dei malati cronici da smog, mentre il danno economico sarebbe pari al 4,7% del Pil, ovvero 97.193 milioni di dollari.

 

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Redazione

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