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Francia, assalto nella sede di Charlie Hebdo: 10 morti – FOTO e VIDEO

PARIGI, Attacco contro la redazione parigina di Charlie Hebdo. Secondo i primi elementi, due uomini incappucciati e vestiti di nero sono penetrati nella sede del giornale satirico francese, noto per il suo stile ironico e provocatorio, prima di aprire il fuoco con dei kalashnikov.

Charlie Hebdo è più volte finito nel mirino degli integralisti islamici per aver irriso la figura del Profeta Maometto. Due uomini sono entrati nella redazione e hanno cominciato a sparare. Secondo le Figaro è stato ferito anche un poliziotto giunto sul posto. Un quotidiano francese 20Minutes è riuscito a contattare per telefono un dipendente del quotidiano il quale gli ha detto che ”è un vero massacro, ci sono dei morti”. Poi la linea è caduta.

IL SETTIMANALE

Il settimanale satirico francese Charlie Hebdo, con una pungente ironia, ha sempre lavorato in difesa dei diritti e delle libertà individuali. A partire dal 1960, quando ancora si chiamava Hara-Kiri e si autodefiniva un “giornale stupido e cattivo”, è stato protagonista di innumerevoli battaglie e polemiche. Nel 1970, in occasione della morte di Charles De Gaulle, l’Hebdo scandalizzò la Francia con una copertina dal titolo “Bal tragique a Colombey, un mort”, ballo tragico a Colombey (la residenza del Generale), un morto. L’iniziativa costò al giornale il blocco delle pubblicazioni e l’interdizione dello staff, diretto da Francois Cavanna deciso dal ministero dell’Interno. Disegnatori e giornalisti non si diedero per vinti e aggirarono il divieto dando vita al Charlie Hebdo, riferimento al celebre Charlie Brown dei Peanuts. Vicino alla gauche, ma pungente anche con gli esponenti di centrosinistra, l’Hebdo balzò di nuovo alle cronache nel 1992, con la pubblicazione di una tribuna dibattito intitolata ‘Coraggio intellettuale’ e dedicata all’opera di Oriana Fallaci ‘La rabbia e l’orgogliò. Nell’articolo si parlava di una “crociata” dell’Islam verso l’Occidente: parole che suscitarono un coro di polemiche e l’accusa di contenuti razzisti.

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Redazione

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