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Francesca Catalano si fa strada in Diventerà Bellissima. Prossima candidata alle europee?

Il dado è tratto. La dottoressa Francesca Catalano è la nuova coordinatrice provinciale di Diventerà Bellissima. Ad attribuirle questo nuovo incarico è il Presidente della Regione in persona, Nello Musumeci. Con lui, il senatore Raffaele Stancanelli e l’assessore alla Sanità Ruggero Razza.

Un’investitura quasi scontata che potrebbe anticipare il suo nome tra i candidati sotto l’egida del movimento del Presidente alle prossime elezioni europee.

Ordiniamoci… le idee.

La senologa non è solamente la moglie del rettore Francesco Basile. Il suo impegno nella “sanità femminile” è infatti noto. Tanto noto da essere premiato dapprima con l’incarico di consulente per l’assessorato regionale alla sanità guidato da Razza. Poi, alle ultime elezioni dell’Ordine dei Medici dove, tra l’altro, è stata la più votata ed eletta.

«L’Ordine dei Medici non deve essere visto come trampolino politico, ma come Istituzione che deve contribuire, con azioni incisive, a dare fiducia ai cittadini e serenità ai colleghi con stile e signorilità». A dichiararlo era Diego Piazza durante la campagna elettorale dell’Ordine dei Medici a Live Sicilia. «Purtroppo – affermava Piazza – scorrendo i nomi delle tre liste, si può osservare come gli errori del passato non sono serviti da monito, avendo notato in una di esse ben quattro candidati alle recenti elezioni Comunali di giugno 2018».

«L’Ordine dei Medici è una Istituzione che deve dialogare con le altre Istituzioni comunali, provinciali, regionali, e nazionali. Il dialogo deve essere finalizzato al benessere e alla salute dei cittadini. Quindi il dialogo con la politica è necessario se correttamente finalizzato». Piazza ribadiva inoltre: «Cosa ben diversa è la strumentalizzazione politica dell’Ordine, come avvenuto negli anni recenti e che la lista Ordiniamoci intende evitare non avendo tra i quindici candidati nessuno che abbia partecipato a competizioni elettorali».

Perciò, “coerentemente” con i principi che hanno portato alla vittoria la lista “Ordiniamoci” alle elezioni dell’Ordine dei Medici di cui la Catalano faceva parte, oggi troviamo la dottoressa alla guida di un coordinamento politico provinciale. E continua la consulenza all’assessorato regionale, come ben saldo è lo scranno al consiglio dell’Ordine. Probabilmente, a breve, troveremo la dottoressa con gli zoccoli da corsia ospedaliera a qualche comizio. Ormai nulla è da escludere.

«Non ho mai avuto una tessera elettorale»

«Non ho mai fatto politica», ha dichiarato la Catalano nel discorso di insediamento. «Non ho mai avuto una tessera elettorale se non adesso con Diventerà Bellissima», ha precisato. La dottoressa parte con il piede sbagliato perché la tessera elettorale è impossibile che il Ministero dell’Interno, come a tutti i cittadini italiani aventi diritto al voto, non gliel’abbia recapitata al compimento del diciottesimo anno d’età. Si riferiva invero alla tessera di partito, ma quella con i tempi che corrono è diventata un optional!

«Il lavoro che svolgo tutti i giorni all’interno di un reparto. Dirigere i medici, gli infermieri, gli ausiliari. Confrontarmi tutti i giorni con la gente. Confrontarmi con la malattia e trovare una strategia per dare una risposta a chi ha necessità di cura e trovare una soluzione, anche quella è politica». Una similitudine che stride fortemente con la missione del medico e il giuramento di Ippocrate. Sarà anche vero che la Catalano, prima di adesso, non avesse una tessera di partito. Ma ai suoi pazienti non ha pensato? Qualcuno tra loro si domanderà se per essere curato dovrà fare a meno della tessera sanitaria e presentare la tessera di partito. Quando le mire sono altre ha poca rilevanza mettere a proprio agio persone che soffrono e che stanno male. È solo una questione di ambizioni.

 

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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