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Psiche e Società

Fraintendimento. Sei mai stato frainteso?

Fraintendimento. È capitato a tutti essere fraintesi o di fraintendere qualcuno o una situazione.

Nel fraintendimento esistono due facce, oggi parleremo della prima, quando vediamo fraintesi. Le cause del fraintendimento possono essere diverse, ma tutto comincia dalla comunicazione. Comunichiamo di modi diversi e non solo attraverso il canale verbale, ma anche attraverso il linguaggio non verbale, ovvero, i gesti. Quest’ultimi spesso non li controlliamo, anche se in Sicilia specialmente a Catania siamo soliti comunicare con sguardi e gesti, ne abbiamo fatto una vera e propria lingua alternativa (specialmente quando siamo in mezzo al traffico).

Molto spesso i gesti sono involontari o meglio non abbiamo il completo controllo e per questo possono tradire quello che abbiamo appena detto, creando così un messaggio ambiguo, l’inizio di un fraintendimento. Quando comunichiamo qualcosa dovremmo capire se quello che stiamo dicendo sia effettivamente quello che vogliamo dire, anche se è una bugia. Tutto questo non ha a che fare con la verità, bensì ha a che fare con quanto crediamo in quello che stiamo dicendo.

Paul Watzlawick psicologo e filosofo austriaco naturalizzato statunitense esponente della statunitense Scuola di Palo Alto, ci viene in aiuto scrivendo il libro la Pragmatica della comunicazione umana in cui descrive la comunicazione e formula gli 8 assiomi della comunicazione.

Non ne parlerò di tutti, bensì di solo due.

Che mezzi usiamo per comunicare?

La prima, “non si può non comunicare” quindi l’importanza delle parole, ma anche del silenzio. Ogni attività comunicati quindi influenza gli altri e gli altri a loro volta rispondono a tale comunicazione.

Possiamo dire ad alta voce che tutto è comunicazione, anche quello che non diciamo. Il secondo assioma descrive la comunicazione verbale e non. La comunicazione umana è composta da aspetti relazionali e i secondi ad aspetti di contenuto. La comunicazione non verbale (le posizioni del corpo, le espressioni del viso, i gesti) ed è necessaria per veicolare e definire la relazione. Il linguaggio costituito dalle parole, serve a scambiare informazioni e trasmettere la conoscenza, è adatto a veicolare il contenuto.

Questi due modi li usiamo sempre, spesso inconsapevolmente, ma se ci pensiamo bene molti fraintendimenti nascono perché non utilizziamo al meglio le nostre capacità comunicative, perché vorremmo dire A e invece diciamo B, per diversi ragioni, tutte plausibili.

Esiste anche una eccezione, o meglio la nostra responsabilità all’interno di una conversazione è inviare un messaggio il più possibile coerente a quello che pensiamo.

ma…

Se l’altro non ha intenzione di ascoltare, capire il nostro punto di vista il fraintendimento è dietro l’angolo.A quel punto dobbiamo chiederci? Abbiamo pensato e dunque detto quello che effettivamente volevamo dire? Vale la pena parlare con una persona che non è disposta ad ascoltare o non si fida di quello che diciamo?

La consapevolezza è importante, ci permette di andare oltre le apparenze e sopratutto di scegliere con chi passare il nostro tempo e le nostre forze. Come sempre, se non riusciamo in questo risulta efficace rivolgersi ad uno specialista psicologo psicoterapeuta.

 

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