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Foti e Pistorio (Cgil): “Chi si occupa di politica non distrugga la cultura”

“Chi si occupa di politica, e non ci riferiamo ai soli  ruoli istituzionali, dovrebbe avere il compito di lottare per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale e non quello di contribuire , a volte ingenuamente, alla sua  scomparsa.”  Questo è quanto dichiarano Davide Foti, segretario Slc e Giovanni Pistorio, segretario confederale Cgil con delega alla Cultura a seguito delle richieste volte alle dimissioni dell’intero Cda del Teatro Stabile di Catania e del suo direttore Giuseppe Dipasquale.

 “Chiedere le dimissioni dell’intero Cda prima che venga approvato il bilancio consuntivo, e a manovra finanziaria regionale in corso, equivale invece a chiedere la distruzione del teatro. “

L’attuale  situazione del Tetro Stabile di Catania, così come quella di tutti i teatri siciliani, risulta precaria; La mancanza di risorse finanziarie e la crisi del settore risultano essere le principali cause. I tagli operati dalla regione hanno portato  nel 2012 ad un’ulteriore riduzione  del 34%  dei contributi, obbligando i teatri  ad una scelta forzata tra il cancellare una parte delle  attività già in programmazione o mantenerle, prestando fede  agli accordi presi con  gli attori ma con conseguente maturazione di debiti.

La Regione Sicilia ha finalmente approvato alcuni importanti stanziamenti ai Teatri siciliani,  eppure suona  strano che alcune sigle sindacali si mobilitino contro il Teatro Stabile di Catania mettendone in discussione l’onorabilità ed il prestigio acquisito  in Italia. Riconosciuto, ad esempio, dal fondo Fus che premia su rigidi parametri obiettivi qualità e quantità ed all’estero (vedi i 12 minuti di applausi per “il Giardino dei Ciliegi” di Cechov a Mosca e i successi in Australia).”

Davide Foti e Giovanni Pistorio sottolineano come si stata operata una politica di taglio dei costi reali, anche attraverso la dismissione di locali in affitto e che  risulta avviata, da oltre un anno, la richiesta per ottenere i finanziamenti attraverso l’ IRFIS,  volta a coprire i debiti di tutti i teatri siciliani; Si  consentirebbe così di soddisfare le legittime pretese dei creditori, ma fino ad oggi ha tale richiesta non ha  avuto alcun riscontro.

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Redazione

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